Sarà che è stata (in alcune zone lo è ancora) un’estate afosissima e il caldo può fare brutti scherzi, sarà anche che è il segno dei tempi che corrono (quelli che il rispetto l’abbiamo dimenticato assieme alla buona educazione), sarà che siamo diventati tutti un po’ suscettibili, irritabili, attaccabrighe: però la nuova carica di quelli che se la prendono con chi fa il proprio lavoro, soprattutto se è uno lavoro delicato e salva-vite come quello del bagnino, ce la potevamo risparmiare. Ché stan già lì l’estate intera a penare per mille motivi, i nostri guardia spiaggia (tra la difficoltà a reperirli e gli scandali per pagarli), ci mancavano giusto i piantagrane del lettino. Tra l’altro, se sei in vacanza e te la prendi con chiunque, addirittura con l’addetto alla sicurezza del lido, ma che vacanza è?
TROPPI CASI
Esempio numero uno. Marina di Carrara, mercoledì mattina, con la spiaggia (libera) ancora vuota e il servizio di salvataggio che si sta preparando a montare il turno (tra parentesi: i bagnini modello bay watch, quelli che stan sulla torretta a mostrare l’abbronzatura e il fisico scolpito e scendono solo per tuffarsi in acqua e fare gli eroi esistono appena nei telefilm degli anni Novanta, quelli reali sgobbano il triplo, puliscono, gestiscono, allestiscono; chiusa parentesi). Ci sono due bambini su un canotto, il bagnino che inizierà a lavorare formalmente solo mezz’ora più tardi si avvicina ai genitori e chiede loro di farli uscire perché in quel tratto ci sono le correnti e basta un attimo e son dolori. La madre gli risponde che i suoi figli san nuotare. Lui insiste. Lei gli molla uno schiaffo. Parte una zuffa, si uniscono altri bagnanti, il bagnino di 48 anni viene colpito pure con un ombrellone. Finisce con due volanti della polizia, un’ambulanza e un trauma certificato dai paramedici.
Esempio numero due. Rimini, il giorno prima, col calar del sole, sul lungomare. Un bagnino che sta sistemando le ultime cose prima di tornarsene a casa nota un’ombra che gli passa accanto. Si ferma e mette a fuoco. Si tratta di un ragazzo (un marocchino di 21 anni) che sta rovistando nello zaino di un signore che è arrivato sulla battigia per fare sport. Il bagnino interviene. Quell’altro reagisce. Il bagnino rimedia calci e pugni finché non si presenta un’auto della polizia. Esempio numero tre (e tre indizi, christieanamente, fanno una prova). Sottomarina di Chioggia, inizio mese. Un ragazzino di diciotto anni che sta passando l’estate lavorando vede una moto d’acqua sfrecciare dentro l’area riservata ai bagnanti.
Fischia. La moto se ne infischia. Chiama la Capitaneria di porto. Salta fuori che il conducente dello scooter acquatico non ha nemmeno la patente nautica, verbale. Intanto l’amico del multato telefona a un conoscente che corre dal 18enne ancora sulla torretta, lo scaraventa giù e lo riempie di schiaffi. Gli strappa il telefono e lo minaccia. Il ragazzo (giustamente) va prima al pronto soccorso e dopo alla caserma dei carabinieri per denunciare. La mattina successiva, un suo collega si ritrova l’auto sfregiata con l’acido.
Marina di Carrara, "è pericoloso per i bimbi": basta questa frase e la mamma picchia il bagnino
Momenti di tensione mercoledì mattina, 19 agosto, sulla spiaggia libera della Fossa Maestra, a Marina di Carrara....L’ESTATE DELLE RISSE
(In realtà, per convalidare l’intuizione di Agatha Christie, qui di storie analoghe ce ne sono altre - a Brolo, in Sicilia, un giovane 22enne che sta lavorando alla stagione è stato aggredito da un uomo più anziano solo perché gli aveva ricordato che era vietato portare in spiaggia bicchieri di vetro, l’altro con un coccio l’ha ferito al collo; a Jesolo dei bagnini hanno dovuto chiamare la polizia per allontanare un ragazzo che li aveva coperti di improperi dopo che gli avevano chiesto di non tuffarsi dal pontile; a Nettuno, nel Lazio, una maxi rissa tra una comitiva e alcuni clienti di uno stabilimento è terminata con due bagnini curati al pronto soccorso, una spiaggia evacuata e quattro denunce - segno che le evidenze sono assai consistenti, così come il fenomeno e l’inciviltà che ne consegue). Non che ci siano scuse né tanto meno giustificazioni. È che alle volte basterebbe un briciolo neanche di gratitudine, forse di apprezzamento: c’è chi sgobba per farci fare le ferie in santa pace, magari prende pure una miseria, magari è oberato di lavoro e sta facendo i salti mortali. Ce la prendiamo coi maranza che fanno gli sbruffoni sulla battigia e in centro, che lezione vogliamo dar loro se accadono faccende così?




