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La roba

Una volta si assaltavano i forni per riempire lo stomaco, non le boutique per seguire la moda
di Lucia Espositomartedì 20 ottobre 2026
La roba

1' di lettura

Milano ha già visto un assalto per il carovita. Lo racconta Manzoni ne I Promessi Sposi: era il novembre 1628, la carestia avanzava e la folla assaltò il Forno delle Grucce al grido di «Pane!». Renzo, arrivato in città da Monza, trovò per strada dei pezzi di pane e ne raccolse tre, certo che fossero il dono della Provvidenza e promettendo che se avesse trovato il proprietario glieli avrebbe pagati. Era fame.

Quasi quattro secoli dopo, la manifestazione del weekend era – sulla carta - contro il carovita. Ma i ragazzini che hanno saccheggiato il centro volevano solo roba: piumini, sneakers, felpe. Tutto griffato. Hanno depredato negozi per esistere sui social. Sono ossessionati dalla roba, come il Mazzarò di Verga, solo che lui l’aveva accumulata con la fatica. I loro colleghi torinesi hanno sfasciato la Feltrinelli senza prendere neanche un volume perché i libri non fanno invidia ai coetanei né visualizzazioni su TikTok.

Peccato. Su quegli scaffali c’erano pure Manzoni e Verga. Avrebbero scoperto che una volta si assaltavano i forni per riempire lo stomaco, non le boutique per seguire la moda. E che la roba non si arraffa, si guadagna.