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Benzina, consumi in calo del 5%

Terrore dei benzinai dopo la stangata di Mario Monti. Le liberalizzazioni sono state quasi inutili

Andrea Tempestini
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Cinque, dieci, anche 15 euro in più per ogni pieno. E così dagli attuali 66, 70, 72 euro si passerà a sfiorare gli 80/85 euro. Ovviamente a seconda del modello e della capacità del serbatoio. Gli italiani ieri mattina si sono svegliati consolandosi con la discesa quasi impercettibile - se non nelle statistiche - dei prezzi al distributore. Secondo la consueta rilevazione di Quotidianoenergia i prezzi in mattinata avevano invertito la marcia (-1 centesimo litro per il gasolio, mediamente 0,5 centesimi per la verde), salvo poi andare a sbattere contro la stangata celata nel decreto “salva Italia” che dal momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale renderà immediatamente operative i rincari delle accise. Non è un caso se da settembre 2010 a settembre 2011 le vendite di benzina per autotrazione sono scese del 5,1%. In calo, anche se più contenuto, anche le vendite di gasolio (-1,1% secondo le ultime statistiche disponibili dell'Unione Petrolifera). Da  aprile ad oggi  un rialzo di sole accise di 14 cent sulla benzina e di 17 cent sul diesel. Insomma, lauto è diventata un lusso e l'italiano medio ci pensa bene prima di mettersi al volante. Ma attenzione. Il salasso a livello nazionale non è l'unico che prosciuga il portafoglio degli automobilisti. La leva fiscale assegnata alle Regioni viene usata con una certa disinvoltura. Dalla Campania al Piemonte, dalla Puglia alla Liguria. Piccoli prelievi che però consentono gettiti milionari nelle casse degli enti locali. Ci si paga un po' di tutto: dall'emergenza alluvione ai terremoti. Certo il famoso decreto Monti porterà - prima o poi - ad una maggiore liberalizzazione della vendita di prodotti petroliferi. Insomma, sarà possibile fare il pieno al supermercato come già avviene in alcuni megastore. Peccato che la stessa Gdo stima il risparmio complessivo in circa 500 milioni di euro e che il prelievo applicato dal governo valga ben 11 volte tanto. Il risparmio ipotizzato sul prezzo finale al consumatore dovrebbe essere del 10% ma il margine per il gestore è oggi - al netto del costo industriale, delle tasse e dell'Iva - dell'11%. Se Stato e Regioni continueranno a prelevare quattrini  la possibilità per i gestori dei supermercati di praticare sconti al litro - attirando così clienti nel centro commerciale - si ridurrà progressivamente. Tolto lo sconto del 10%, l'1% che rimane alla Gdo serve a coprire in parte i costi d'esercizio (spesso impianti self service). di Antonio Castro

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