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Terzo settore: esperti, riforma opportunità per onlus

25 Settembre 2018

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Roma, 25 set. (Labitalia) - La riforma del Terzo settore rappresenta un'opportunità per le onlus che vogliono migliorare la propria attività e rafforzare, presso i possibili donatori, la loro immagine in termini di affidabilità e funzionalità. Non possono infatti essere ignorati gli esiti di diverse indagini e focus group, avvenuti dal 2015, che evidenziano una diminuzione delle donazioni attribuibile, non solo alla crisi economica e alla crescita esponenziale delle organizzazioni del Terzo settore, ma anche alla pesante crisi reputazionale che troppo spesso ha coinvolto il settore. E' quanto emerso dal convegno 'Nuove competenze per il futuro del terzo settore. Riforma legislativa e strumenti innovativi di compliance', organizzato dall'AISL_O, Associazione italiana di studio del lavoro per lo sviluppo organizzativo, presso Azimut Holding spa, con il patrocinio dell'Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo, in collaborazione con l'Associazione nazionale delle imprese e Temporary Management & Capital Advisors.

"Il Terzo settore -ha spiegato Maria Grazia De Angelis, presidente AISL_O- in Italia e in Europa è in crescita. Un dato importante e positivo in un contesto economico che presenta ancora diversi problemi. E' un comparto con associazioni affidabili che offrono la possibilità di non perdere l'occasione di dare un lavoro alle giovani generazioni".

"Come tutte le riforme -ha spiegato Luigi Bobba, già sottosegretario al ministero del Lavoro e promotore della riforma del Terzo settore- si chiede una fase di implementazione e di soggetti senza i quali si rischia che rimanga solo una buona riforma scritta bene, ma che non incide sulla realtà. Per la prima volta, abbiamo una definizione di cos’è il Terzo settore, prima c'era solo una formula sociologica descrittiva. Ora è riconosciuto dalla legge: l’architrave di questa regolamentazione è in un unico Registro del Terzo settore. L'obiettivo è, dunque, quello di dare ordine a un settore di lavoro complesso".

Un ordine che, però, deve rispettare anche gli aspetti etici, come affermato da Mauro Contili, rettore dell'Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo. "L'etica e la morale -ha ribadito- devono guidare il cittadino e l'impresa sociale. L'impresa, infatti, è etica quando può aiutare a fare utili per le altre persone, creando sostegno sociale e lavoro". La riforma del Terzo settore rappresenta un'importante opportunità per i manager.

"Il temporary manager -ha ricordato Maurizio Quarta, Managing Partner Temporary Management Capital Advisors- è una modalità alternativa per acquisire risorse di supporto alla gestione accanto alla dirigenza tradizionale e alla consulenza, da cui si distingue per tipologia di problemi da risolvere e modalità di soluzione. Dall'esperienza effettuata in oltre 40 progetti in 5 paesi, europei e non, è emerso che le tipologie di entità servite sono state: supporto nazionale a famiglie e ragazzi disagiati, housing support for families, UN Related organizations, Vedove di guerra Croce Rossa-like organizations, associazione tra gli agricoltori, charities, danni collegati a operazioni militari".

"Tra le tipologie di intervento-progetto -ha spiegato Quarta- turnaround anche a seguito di eventi dannosi per immagine e reputazione del ceo, per avviare rapidamente il cambio e trovare il successore. Cambiamento di rotta dopo lunghe gestioni monocratiche. Interventi di ottimizzazione funzionale legati alla crescita (esempio hr, finance, It) e ruoli specialistici (social care, planning, policy, devolution process). Nel corso del lavoro non ci deve essere nessun compromesso 'organizzativo' per preservare aree di potere di manager o membri palesemente non idonei. Il manager non deve essere delegittimato con atteggiamenti e comportamenti: è a lui che devono rivolgersi le persone, senza la scusa del 'ci conosciamo da anni, ci resterebbe male a non poter parlare con me'. Deve essere chiaro e noto a tutti cosa fa il manager, senza zone d’ombra".

"Un altro aspetto legato alla riforma del Terzo settore -ha chiarito Luca Morgavi, direttore generale Mirus Comunicazione- è la trasparenza e la comunicazione. Comunicare al meglio i propri fattori distintivi è fondamentale, anche perché per un'impresa è importante il fattore reputazione". Eleonora Rizzuto, direttore sviluppo sostenibile e ethics compliance officer, consigliere Csr Manager Network, ha sottolineato della riforma del Terzo settore "ci sono le agevolazioni per chi dona: ora si può ragionare per portare i risultati attraverso le ong".

Carlo Mango, ceo Cariplo Factory e direttore dell'area ricerca scientifica e trasferimento tecnologico di Fondazione Cariplo, ha posto l'accento sull'importanza delle startup nella riforma del Terzo settore. "Con Cariplo Factory -ha ricordato- stimoliamo processi di innovazione tra grandi corporations, start up e altri soggetti innovatori coinvolgendo le istituzioni e attirando capitali. Cariplo Factory è un hub di innovazione aperto e dinamico". "Nasce con l’obiettivo di incentivare la libera circolazione delle idee attraverso la contaminazione di know-how ed esperienze nel campo dell’innovazione digitale. Puntiamo a contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese favorendo la crescita dei giovani e la creazione di job opportunities", ha aggiunto.

In un contesto di trasparenza si inserisce lo schema di certificazione OLC 2015. "Uno strumento innovativo -ha chiarito Stefano Vergani, ceo e corporate partner Aachen-Converg Group- che si apre a diversi campi del Terzo settore: servizi socio assistenziali alla persona e alle comunità servizio di valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico, ambientale, servizi di protezione civile, servizi di formazione e introduzione al mondo del lavoro, servizi di promozione sportiva, servizi di promozione sociale in Italia e all’estero. Le tipologie di associazioni, onlus e no profit, cui si rivolge si dividono principalmente in associazioni riconosciute e non riconosciute, fondazioni, comitati, cooperative sociali".

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