"Non mi pare un modo serio per affrontare la politica internazionale". Giorgia Meloni liquida così un giornalista che chiedeva se, alla luce delle voci sul suo stato di salute e dei messaggi di altri leader pubblicati sui social, ci si possa fidare ancora di Donald Trump. "Trump - tuona il premier durante il vertice intergovernativo Italia-Germania - è il presidente eletto degli Stati Uniti, gli stessi discorsi li ho sentiti su Biden e addirittura su di me quando mi sono dovuta assentare cinque giorni perché non stavo bene. Bisogna fare i conti con la democrazia". E ancora: "Sono i leader eletti scelti dai cittadini con cui ci interfacciamo, perché non siamo noi a scegliere chi governa le altre nazioni". E al suo fianco anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz non rimane a guardare: "Non avrei potuto rispondere meglio di quanto ha fatto Giorgia Meloni".
D'altronde tra Italia e Germania sembra esserci sintonia. Meloni e Merz lavoreranno insieme per sviluppare "iniziative congiunte" in Africa, anche sulla base del Piano Mattei. A confermarlo una nota congiunta siglata al vertice intergovernativo. "La stabilità e la prosperità nel continente africano sono parte integrante della sicurezza europea e mediterranea e una priorità assoluta per le nostre politiche estere. Basandoci sul 'Piano Mattei' per l'Africa, lanciato dall'Italia nel gennaio 2024, e sulle rinnovate Linee guida per le Politiche africane della Germania del gennaio 2025, come parte di un più ampio impegno europeo per rafforzare le relazioni con i paesi africani in sinergia con la strategia Global aateway dell'Ue, lavoreremo insieme per sviluppare iniziative congiunte con i nostri partner africani".



