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La famiglia di Alex Pretti accusa Polizia e ospedali: "Non rispondono"

domenica 25 gennaio 2026
1' di lettura

Michael e Susan Pretti piangono loro figlio Alex, ucciso dagli agenti dell'ICE a Minneapolis. "Non riesco a ottenere informazioni da nessuno. La polizia mi ha detto di chiamare la polizia di frontiera, ma la polizia di frontiera è chiusa e gli ospedali non rispondono alle domande", ha detto ad Associated Press il padre. "Si preoccupava per quelle persone e sapeva che era sbagliato, quindi ha partecipato alle proteste. Ne abbiamo discusso con lui circa due settimane fa dicendogli di andare avanti e protestare ma di non farsi coinvolgere, di non fare nulla di stupido, in sostanza", ha affermato ancora Michael. "Odiava il fatto che la gente rovinasse il territorio. Era un amante della vita all'aria aperta. Portava il suo cane ovunque andasse. Amava questo Paese ma odiava ciò che la gente gli stava facendo", ha aggiunto la madre di Alex Pretti, infermiere di 37 anni. Diversi video mostrano che fosse disarmato al momento della sua morte, contrariamente da quanto affermato dagli agenti federali.