"Sciopero contro guerra e genocidio. Torino non si arruola". È uno degli striscioni presenti al corteo di giovedì 29 maggio nel capoluogo piemontese: circa 200 attivisti del coordinamento Torino per Gaza si sono ritrovati in piazza Massaua in occasione della giornata di sciopero generale indetta dai sindacati di base. "Torino lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare", è uno dei cori intonati durante il corteo per le strade del capoluogo."Oggi siamo in sciopero contro la politica e l'economia di guerra sostenuta dal governo Meloni che si sottomette al ricatto di Israele e Stati Uniti che vogliono trascinare tutti i paesi del mondo a fondo con loro", si legge sul volantino della manifestazione, a firma Torino per Gaza. "Nella crescente promozione della produzione di armi, Torino è capofila - si legge ancora - Vogliono rendere la nostra città 'la capitale della guerra', smantellando pezzo dopo pezzo il settore dell'automotive. Noi aspettiamo un anno e mezzo per ottenere una visita sotto il Servizio Sanitario Nazionale, mentre aziende come Leonardo, che hanno sede proprio in queste vie, ricevono miliardi di euro in investimenti per la produzione delle loro armi di morte".



