“Io esco da questo carcere da innocente e non dovevo stare qua. Ho conosciuto una realtà terribile per la nostra Repubblica. Qua la nostra Repubblica perde la faccia per come tratta la gente e soprattutto perché non dà a chi se lo merita la possibilità di rifarsi una vita. Una vergogna che la Repubblica italiana deve risolvere. Scriverò al ministro Nordio e cercherò di incontrare il Dap” sono le prime parole dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno all’uscita dal carcere di Rebibbia. Ad accoglierlo fuori dal penitenziario amici, familiari e anche compagni di politica del suo movimento "Indipendenza!" confluito a fine marzo in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Alemanno, primo cittadino di Roma dal 2008 al 2013, fu condannato per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” a un anno e dieci mesi di carcere convertiti in lavori socialmente utili.
Trasgrediti gli obblighi della misura alternativa è stato condannato a scontare il resto della pena a Rebibbia. Qui l’impegno, lettera dopo lettera, contro il sovraffollamento carcerario e la scelta di prendere parte a Futuro Nazionale. “Il mio impegno in politica sarà quello di cambiare le cose e per questo ho fatto scelte controcorrente. Così le cose non possono andare". Questo impegno lo farò con Vannacci perché è la persona che rompe gli schemi in questo momento. Vedrò Vannacci questa sera a cena. Di cosa parleremo? ci confronteremo su molte cose. Su alcune non sono d’accordo ma secondo me lui è un volto nuovo e una speranza nuova”. Alemanno dichiara di non cercare ruoli o posti nelle istituzioni, né di candidarsi di nuovo a sindaco di Roma.
Pronto per lui però dovrebbe esserci un ruolo nell’esecutivo nazionale del partito di Vannacci che incontrerà questa sera a cena a Roma. “Se siamo contro Giorgia Meloni? Noi non siamo contro le persone. Se Giorgia Meloni si impegna a fare questi cambiamenti, chiami Vannacci, perché sa dove trovarci. Altrimenti con l’arroganza e la prepotenza non si va da nessuna parte”.



