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Il mastino di Mani Pulite dà la caccia agli evasori

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di Gialuigi Nuzzi-Tremonti "ingaggia" Antonio Martino, collaboratore che dal 1992 segue le indagini più delicate del pool milanese. Per lui l'Agenzia delle Entrate crea una struttura ad hoc

Eleonora Crisafulli
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L'ultima mossa vincente, Giulio Tremonti l'ha piazzata nel fortino di Mani pulite, proprio negli uffici della procura della Repubblica. Ha tolto a magistrati come Ilda Boccassini e Francesco Greco, quelli che hanno indagato su Silvio Berlusconi, Cesare Previti, il collaboratore che dal 1992 ha condotto o seguito tutte le indagini più delicate dei magistrati di Mani Pulite. Il colonnello Antonio Martino ha infatti lasciato la Guardia di Finanza e il suo ufficio in Procura ed è passato direttamente all'Agenzia delle entrate. Attilio Befera ha creato per lui una struttura ad hoc. Si occuperà di intelligence nella caccia agli evasori, soprattutto oltreconfine. Martino non è un qualsiasi ufficiale della Guardia di Finanza. Il suo nome è legato ai passaggi più rilevanti, decisivi delle inchieste milanesi. È lui, ad esempio, che nell'estate del 1993 incontra e “coltiva” la fonte Olbia, ovvero quella Stefania Ariosto, grande accusatrice dei giudici romani e di Cesare Previti. Ancor prima, è lui giovane capitano uno dei primi finanzieri a materializzarsi ad Arcore per cercare delle carte. Il racconto «Quando andammo alla villa di Arcore – racconterà in aula - per chiedere alcuni documenti, Silvio Berlusconi mi disse che alla Fininvest la documentazione prima si legge e poi si straccia». Più di recente, nel 2003 lo ritroviamo a due passi dalla Scala di Milano ad arrestare Callisto Tanzi iniziando così l'inchiesta su Parmalat, la più grande bancarotta della storia europea, nell'estate del 2005 è sempre lui ombra del procuratore aggiunto Greco a condividere l'inchiesta sui furbetti del quartierino, di Antonio Fazio, le scalate di Stefano Ricucci a Rcs, di Gianni Consorte a Bnl con Unipol. È ancor lui a trovarsi nel mirino di Francesco Cossiga, ingiustamente attaccato come “manina” che passava le intercettazioni ai cronisti. Chi scrive ne ha pubblicate di rilevanti e purtroppo questo ufficiale è talvolta stato d'aiuto per comprendere i fatti ma non ha mai passato alcunché. Purtroppo.   La fuoriuscita di Martino, seppur costituisca un addio di rilievo, non nasconde particolari retroscena, gialli, scandali o chissà cos'altro. La notizia è proprio questa. Il suo passaggio non nasce da una frattura ma è una mossa che ne racconta tante altre meno visibili all'osservatore di fretta. Il primo significato è che tra il tribunale di Milano, almeno una parte di rilievo e il governo si sono delle prove di dialogo. Tra alcuni pubblici ministeri come Greco e il titolare del Tesoro ormai è consolidato un rapporto. Ed è questo un bene per quel confronto indispensabile tra politica e magistratura. Rapporto che agevola scelte apparentemente lontane come la nomina di Edmondo Bruti Liberati al vertice dell'ufficio anche con i voti dei laici del Pdl al Csm, ovvero proprio di quel magistrato che ha visto in Greco un suo sostenitore. Sono canali che si aprono come quel corridoio di relazioni tra il presidente del Tribunale, Teresa Pomodoro e il Guardasigilli Angelino Alfano.  Uomo indipendente La seconda riflessione è che Martino non è un ufficiale pratico o avezzo di briglie. Anzi al comando generale gli osservavano di essere troppo indipendente rispetto alla gerarchia. Ebbene, proprio la scelta di questo ufficiale riflette un'accelerazione nella caccia agli evasori e nella competizione tra agenzia delle entrate e Guardia di Finanza. Il suo ufficio avrà ampie deleghe per svolgere attività di intelligence. Se si eviteranno doppioni con le strutture informative già presenti in altri organi, la struttura di Befera avrà una carta in più da giocare. In una battaglia che si fa sempre più ampia in quegli organi (dalla banca d'Italia alla GdF) che dovranno raccogliere e filtrare la massa di informazioni su operazioni sospette alla caccia degli evasori, cugini spesso dei riciclatori di denaro sporco. Gianluigi Nuzzi

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