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Seul, si chiudono i lavori del G20

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I leader riuniti in Corea ribadiscono il fermo impegno a cooperare per la ripresa: servono posti di lavoro

Eleonora Crisafulli
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Si è chiuso a Seul il summit del G20. I Paesi intervenuti hanno lanciato un "piano di azione" per "assicurare fermo impegno a cooperare, produrre un piano con impegni politici di ciascun Paese e raggiungere i tre obiettivi di una crescita forte, sostenibile, equilibrata". La ripresa globale continua ad avanzare - si legge nel comunicato finale - ma i rischi di inversione permangono. Siamo decisi a fare di più. Il G20 resterà "vigile" sugli "eccessi di volatilità delle valute" , "le svalutazioni competitive" favorendo invece la "flessibilità dei tassi di cambio". Sul fronte degli squilibri commerciali si ribadisce il "no" al protezionismo. Ma al centro della ripresa, i leader del G20 mettono la creazione di posti di lavoro: occorre "fornire protezione sociale e lavoro dignitoso, oltre che ad assicurare una crescita accelerata nei Paesi a basso reddito". Viene poi rilanciata la necessità per le "economie avanzate" di risanare i bilanci pubblici deteriorati dalla crisi, attuando piani a medio termine chiari, credibili, ambiziosi e differenziati a seconda delle condizioni di ciascun Paese.   Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha lasciato la sede del vertice senza tenere la conferenza stampa. In precedenza, ha avuto tra le altre cose un incontro a tre con Dmitri Medvedev e Recep Tayyip Erdogan. Secondo fonti italiane, nel corso del colloquio il premier, il presidente russo e il primo ministro turco hanno parlato anche di dossier energetici. Dopo l'incontro con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Berlusconi ha dichiarato di ritenere "estremamente necessario e urgente che i Paesi del G20 procedano a delle norme che vietino queste speculazioni finanziarie, per esempio vietando gli acquisti futures oppure imponendo che per acquistare il petrolio a consegna futura si impongano dei versamenti che vanno dal 50% in su".

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