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Calderoli contro Emma: "Non faccia come i pirati della prima Repubblica"

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Il leghista alla Marcegaglia, leader di Confindustria, secondo cui "tocca a noi definire una nuova agenda politica"

Andrea Tempestini
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"Le elezioni sono l'estrema ratio". Emma Marcegaglia, il leader degli industriali, a margine dell'assemblea nazionale dell'Udc è tornata a parlare della situazione politica, indicando che "il Paese va governato perché siamo in un momento difficile, dove i mercati finanziari", speculando sulle difficoltà politiche, "possono tornare a creare problemi". Il messaggio del numero uno di Confindustria è chiaro: "Chiediamo che il paese sia governato e che non ci siano interruzioni perchè abbiamo tutta una serie di problemi che vanno affrontati subito". Emma vuole "un governo che abbia la "capacità di governare e di fare delle scelte. Se non sarà in grado di farlo bisogna allora pensare a qualcosa di diverso" ma le possibili elezioni rimangono "come estrema ratio". L'AFFONDO DI EMMA - "In un momento così, dove la politica non è in grado di mediare, deve prevalere ciò che ci unisce e tocca a noi fare da mediatori provando a definire una nuova agenda per tornare a crescere e trovare occupazione", ha chiosato Marcegaglia. LA RISPOSTA DI CALDEROLI - La replica alle parole della Marcegaglia è arrivata da Roberto Calderoli. "Noi ci auguriamo che Confindustria stia dalla parte di chi vuole le riforme ma per dimostrarlo eviti di andare nel covo dei predatori e pirati della Prima Repubblica". Sferzante il ministro per la Semplificazione normativa, che giudica "ingenerosa" l'uscita del leader di Confindustria "poiché dimentica di aver lei stessa partecipato ad un tavolo Governo-parti sociali per la definizione dell'agenda, tavolo che non solo ha già lavorato ma che ha già prodotto dei risultati". "Tutte le riforme", continua Calderoli, "sono pronte o in fase finale di gestazione: è pronta la riforma costituzionale e la conseguente legge elettorale, è pronto lo sblocco dei lavori pubblici e privati di cui ben dovrebbe conoscere il testo visto che io stesso ne ho consegnata una copia all'interessata così come alle altre parti sociali; è pronto il piano per il Sud, è stata varata l'Agenzia per il Nucleare; il ministro per lo Sviluppo Economico e il presidente della Consob sono stati nominati così come sono stati indicati i componenti dell'Autorità per l'Energia e il Gas; mentre sulla riforma fiscale credo ci siano le idee chiare per poterla iniziare a scrivere con il fine di ridurre la pressione fiscale per le famiglie e per le imprese; infine tutto il resto di quello che è stato proposto a quel tavolo tra Governo e parti sociali è già stato messo nero su bianco". "Purtroppo", ha proseguito nel suo lungo intervento Calderoli, "nel piano di realizzazione di tutte queste riforme si è frapposto l'ostacolo di chi ritiene di far politica badando solo al proprio orticello, dimenticando l'esito di una serie di consultazioni elettorali. Per governare e portare avanti queste proposte ci vogliono i numeri e questi numeri li potremo contare solo il prossimo 14 dicembre e questo non certo per nostra responsabilità". GOVERNO TECNICO - Marcegaglia non ha fatto mancare nemmeno un commento sulle ipotesi di governo tecnico, chiedendosi se sia un esecutivo "in grado di governare veramente. Io non lo so", ha proseguito, "ma in Italia gli esempi non sono stati molto positivi". Il leader dell'Udc, Pier Francesco Casini, ha aperto a possibili intese, dichiarando che il suo partito "non ha la vocazione alla diserzione. Noi vogliamo partecipare al governo di questo Paese a una sola condizione: che l'esecutivo cambi l'Italia, perché a tutto il resto non siamo interessati".

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