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A Montecitorio scoppia la bagarre tra Cicchitto e Fini

Il Capogruppo a Gianfranco: "E' in uno stato di conflitto". La risposta: "Situazione istituzionale insostenibile"

Andrea Tempestini
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Lo scontro istituzionale temuto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e strisciante nelle polemiche degli ultimi tempi esplode all'improvviso nell'Aula di Montecitorio, dove si svolgono le dichiarazioni di voto per il decreto Milleproroghe. Il duello è tra il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, e il capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto. BOTTA E RISPOSTA - Cicchitto stava terminando il suo intervento si rivolge a Fini, accusato di "essere in uno stato di conflitto, di contraddizione tra il suo ruolo di presidente dell'assemblea e la sua attività politica, cosa che determina una situazione istituzionalmente insostenibile". Fini non sembra essere sorpreso e ha ribattuto secco: "Sì, caro Presidente, è vero, siamo in una situazione istituzionalmente insostenibile". Il riferimento di Fini è all'intervista rilasciata gioverdì ai nuovi amici de l'Espresso e ad Annozero, il programma di Michele Santoro, in cui aveva auspicato le dimissioni del premier e sostenuto che, per quanto riguardava lui stesso e il suo ruolo istituzionale, "non ho vinto la presidenza della Camera per concorso". DI PIETRO - Nella stessa seduta a Montecitorio, c'è stato uno scambio di battute tra Fini e il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che si è profuso nel consueto e violentissimo attacco nei confronti del premier, Silvio Berlusconi. E' curioso notare come, inoltre, pochi giorni fa lo stesso Di Pietro aveva dichiarato: "Se fossi Fini, rassegnerei le dimissioni dalla presidenza della Camera".

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