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Giustizia all'esame delle toghe. Il Csm valuterà riforma

Il Consiglio superiore della magistratura darà il proprio parere sulle modifiche costituzionali. Il pm Greco: "Si ostacola la lotta a corruzione"

Giulio Bucchi
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Il Consiglio Superiore della Magistratura darà un parere sulla riforma costituzionale della giustizia. Lo ha annunciato in una nota lo stesso Csm, aggiungendo quindi carne al fuoco del dibattito sulla riforma voluta dal ministo della Giustizia Angelino Alfano e dal governo Berlusconi. Una riforma che sta provocando violenti attacci da parte della magistratura. "Si passerà da Mani pulite a Mani libere": l'ultimo affondo lo porta il pm Francesco Greco, capo del pool per i reati finanziari della Procura di Milano, intervenuto a un incontro organizzato da Trecentosessanta, associazione culturale di Enrico Letta, vice segretario del Pd. "Se il Parlamento deciderà che non si deve più indagare sulla corruzione io dovrò disapprovare quella legge - ha detto - perché la Costituzione mi impone di farlo e andrei anche contro il diritto internazionale". Parole pesanti che arrivano poche ore dopo le dure critiche dell'Associazione nazionale magistrati, che ieri in una nota firmata da Luca Palamara, Antonello Ardituro e Giuseppe Cascini, rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario dell'Anm, ha parlato di attività legislativa "piegata agli interessi personali" del premier. Particolarmente contestato il punto sulla responsabilità civile dei magistrati, considerato dall'Anm una "aggressione ai pm". BONGIORNO ALL'ATTACCO - Attacca il governo e la maggioranza anche una ex alleata del Pdl, la finiana Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia alla Camera. In un'intervista a Repubblica, la deputata e avvocato mette in dubbio le strategie degli uomini di Berlusconi: "Non credo che la maggioranza voglia davvero" la grande riforma della giustizia, "forse perché una giustizia sconquassata piace molto di più a chi è imputato. Di fatto, vanno avanti solo i provvedimenti il cui effetto è peggiorare ulteriormente il sistema". Secondo l'esponente di Fli, l'emendamento Pini sulla responsabilità civile "non disciplina nulla, si limita genericamente a dilatare a dismisura la responsabilità dei magistrati. Anche il più equilibrato dei magistrati può temere rappresaglie". LE REAZIONI - Il leader dell'Unione di Centro Pierferdinando Casini, da Napoli, parla di giustizia e dice: "Il ministro Alfano ha promesso una riforma e ha detto che avrebbe cancellato i provvedimenti ad personam, invece vediamo solo un moltiplicarsi di questi provvedimenti. Questi provvedimenti sono fatti per soddisfare le ossessioni giudiziarie di Berlusconi - aggiunge - Così non si può andare avanti, non è una cosa seria la responsabilità civile dei magistrati, nè il provvedimento sulla legge comunitaria, nè il processo breve". Antonio Di Pietro, dell'Italia dei Valori, invece sottolinea come "mentre il mondo brucia il premier anzichè venire in Parlamento per riferire e assumersi le sue responsabilità per la guerra che stiamo facendo e per i rischi che il nucleare comporta, sta occupando le istituzioni e il Parlamento per continuare a fare leggi che gli servono per sistemare i suoi processi e criminalizzare i suoi giudici per dare un'indicazione ai cittadini che  si tratta di uno scontro politico invece che di un imputato che deve rendere conto alla giustizia". Il parlamentare del Pdl Gaetano Pecorella rassicura che "le riforme sarà più facile farle dopo Berlusconi quando non saranno più identificate con lui o come volute da lui. Berlusconi in questo momento rappresenta un problema e un ostacolo mentre la strada dovrebbe essere che se le riforme sono giuste le facciamo". Sul tema giustizia è intervenuto anche il leader della Lega Nord Umberto Bossi, secondo cui "i giudici non possono non pagare mai, oppure mettersi d'accordo tra loro, quando poi ci sono poveracci che vengono condannati, magari ingiustamente".

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