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Fiat, Marchionne: "51% di Chrysler in quarto trimestre"

Manager annuncia fusione: "Non ha senso tenere gruppi separati". Scalata: "Presto l'ultimo obiettivo". Borsa: "Sbarco dipende da mercati"

Andrea Tempestini
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Giorni di gloria per Fiat e Sergio Marchionne. Dopo l'annuncio ("Il debito a Usa e Canada è stato ripagato") e il plauso di Barack Obama, il manager italocandaese svela che il Lingotto conquisterà il 51% di Chrysler "nel quarto trimestre" del 2011, quando verrà messo a punto il cosiddetto 'performance event', l'ultimo obiettivo che, una volta conseguito, permetterà alla casa di Torino di prendere il controllo di Chrysler. Marchionne, nel corso della presentazione della nuova Lancia Ypsilon ha spiegato che l'ultimo target - un veicolo costruito su piattaforma Fiat in grado di percorrere 40 miglia con un gallone di carburante - "deve essere omologato. Lo faremo appena possibile". E quandò avverrà, Fiat metterà le mani su un ulteriore 5% della casa di Detroit". Poi l'annuncio tanto atteso: Fiat e Chrysler si fonderanno, anche se non a breve, ma dal 2012 in poi. "Non ha senso tenerle separate, ma non è una questione immediata", ha spiegato Marchionne. "Gestire due organizzazioni separate - ha spiegato il manager - per un costruttore generalista non è razionale. Dobbiamo trovare una soluzione, ma non ho una risposta immediata. Non è un tema cruciale da affrontare subito". La presentazione della Lancia Ypsilon: guarda le foto IL DEBITO - Alla domanda sui tempi per esercitare l'opzione sulla quota del Tesoro Usa, Marchionne ha spiegato: "Più si attende, più costa". Poi ha indicato che "c'è sempre la possibilità" di esercitare differenti opzioni a pagamento per incrementare ulteriormente il capitale in Chrysler. Il manager italocandaese è tornato poi sulla restituzione in tempo record del debito al Tesoro americano (7,5 miliardi di dollari): "I soldi sono stati restituiti, ed è un bel messaggio anche per l'Italia. E'stato un successo collettivo". QUOTAZIONE - Marchionne ha quindi aggiunto: "Dal primo giugno i conti Chrysler saranno consolidati nel bilancio Fiat. Il problema non è portare la Chrysler in Borsa. L'obiettivo del fondo Veba è quello di monetizzare la posizione che ha in Chrysler. La Fiat ha un ruolo relativo. Il fatto di quotarla - ha aggiunto - è totalmente collegato al desiderio di convertire in cassa la posizione di Veba nell'azionariato Chrysler". Sui tempi della quotazione, l'ad di Fiat non si è sbilanciato: "Dipende dalle condizioni del mercato, e non da noi". Quindi una battuta sugli investimenti del Lingoto in Italia: "Sui 20 miliardi previsti dal piano Fabbrica Italia non ho cambiato idea", ha spiegato.

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