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Inter, la Coppa è pericolosa: rischia di congelare la rifondazione

Mini-triplete, effetti collaterali: contro il Palermo è stata certificata la stagione. Però Moratti: "Non serve cambiare"

Andrea Tempestini
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Massimo Moratti spera che a Maurizio Zamparini «passi la rabbia». Desiderio di buon vicinato e commento interessato in chiave commercio. Perché per fare affari in Sicilia, e magari portarsi a casa il talento Javier Pastore, bisognerà fare i conti con Zampa. Che un giorno vuole «50 milioni», domenica afferma che «Javier guadagna meno di un milione, se arriva qualcuno che gli offre il quadruplo sarà difficile tenerlo e in più deve fare in bilancio una plusvalenza di dieci milioni»; e proprio ieri ha informato tutti che «il Real è in pole, a loro serve e io voglio venderlo solo all'estero». Dunque Moratti, per il quale el Flaco «merita una big», deve decidersi rapidamente, per dare ulteriore continuità al progetto e non ripeter l'errore di un anno fa, quando l'Inter orfana di Mourinho (che ha mandato sms di congratulazioni per la Coppa Italia) e con la pancia piena (e anche il mini-triplete può avere effetti riempitivi) non ha saputo trovare il coraggio di modifiche sostanziali. «Non stravolgeremo la squadra», ribadisce il patron, e nessuno dice che ci sia bisogno del contrario. Ma attendere gennaio per riparare le toppe, come successo nella stagione appena conclusa, insegna che potrebbe di nuovo essere tardi. Soprattutto di fronte a un Milan già pronto ma che sta organizzando un nuovo colpo grosso. Pastore può rappresentare la stella del mercato (nel caso Sneijder partisse in direzione United) insieme a quel Sanchez in pole per sostituire Milito (in panchina pure in finale di Coppa Italia). Ovvio che Eto'o  (37 reti in 53 gare) non si muove, il cileno è il frutto proibito: «Dipenderà dalla possibilità di avere un prezzo ragionevole», ha ammesso l'ad Paolillo ma pure dalla concorrenza della Juve, che avrebbe un accordo col giocatore. E Moratti non vuole farsi fregare. Ma sono difesa e centrocampo i reparti in cui l'Inter ha mostrato ormai di avere il fiatone. Ed è lì che Moratti sta pensando a giocatori di qualità per Leo, «che ha lavorato molto bene; i nostri responsabili di mercato stanno cercando di capire cosa ci possa essere di intelligente, soprattutto in Premier». Da dove potrebbe arrivare Gael Clichy, terzino francese dell'Arsenal (di statura europea e in scadenza nel 2012), in ballottaggio con Criscito per la fascia sinistra. Non dimenticando che il rientro di Samuel è come un acquisto, la posizione di Maicon resta in dubbio, ma non c'è volontà di cedere il brasiliano. Solo un'offerta pesante (almeno 13-15 milioni, non ancora arrivata neppure dal City del Mancio) potrebbe modificare i piani di Branca&C. ma il vero nodo è che sostituti all'altezza (nonostante la stagione sotto la media del brasiliano) al momento non ci sono. E dunque può essere conveniente tenerlo.   Per il centrocampo, in lista, oltre a Daniele De Rossi, ci sono Hazard del Lilla («incedibile», dicono in Francia) e Montolivo, conteso fra le due milanesi. Ma sul viola - per cui Moratti offrirebbe 13 milioni  - si muove anche la Juve (ieri il procuratore Giovanni Branchini era nella sede bianconera), che potrebbe clamorosamente disfarsi di uno scontento Marchisio (nonostante il recente rinnovo), più che apprezzato dai nerazzurri, impegnati nello svecchiamento e nell'italianizzazione della rosa. E intanto Leo stringe: l'8 luglio si parte per il ritiro e chiede che la squadra sia pressoché completa. di Tommaso Lorenzini

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