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Tv, torna Guzzanti: "La satira? Toni furiosi, si è svuotata"

Corrado ritorna su SkyUno in 'Aniene' con dieci nuovi personaggi e risparmia Silvio. Dopo nove anni sul piccolo schermo

Andrea Tempestini
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Nove anni: tanto è passato dall'ultima trasmissione di Corrado Guzzanti, “Il caso Scafroglia”, andata in onda nel novembre del 2002 su Raitre. Quasi un decennio durante il quale il comico, che in passato ha dato vita a geniali parodie come il santone Quelo, la conduttrice Vulvia e le caricature di Funari e Prodi, si è limitato soltanto a sporadiche apparizioni, l'ultima delle quali a “Vieni via con me”. «Devo la mia sopravvivenza a YouTube, perché negli ultimi tempi ho fatto molto poco», ammette, «ho fatto finta di riflettere ma non è nemmeno così». A riportarlo finalmente in video, per il momento con uno speciale in una sola puntata e poi - se tutto va bene - in autunno con un programma vero e proprio, è Sky Uno, che trasmetterà stasera alle 21.10 lo show “Aniene”, ideato e realizzato «in assoluta libertà» per il canale satellitare. «Abbiamo cercato di trovare qualcosa di adatto al pubblico di Sky, che è una televisione diversa», spiega Guzzanti, «saranno sketch a raffica, senza studio, senza pubblico, senza conduttore se non in alcuni snodi: un gioco narrativo leggero tra i personaggi, in tutto una decina, che si passano la palla». Ritroveremo dunque il “suo” Antonello Venditti (che canta l'improbabile sigla “L'esondazione dell'Aniene”), il Massone che «gestisce i poteri occulti del Paese» circondato di belle ragazze in bikini, il Mafioso che festeggia a modo suo l'anniversario dei 150 anni (di Cosa Nostra, non dell'unità d'Italia) e personaggi nuovi come l'Aniene del titolo, ispirato nelle fattezze alla mitologia vichinga, «una specie di supereroe coatto, una divinità di serie C» che nei cuori dei mortali vede «la paura, la viltà e la bugiardìa». Anche se la politica non mancherà, attraverso accenni qua e là e un esilarante promo sui quattro referendum nella lingua dei segni che depista biecamente gli elettori, non ci saranno imitazioni di esponenti di partito, all'infuori di una - top secret - portata in scena da Max Paiella (una delle due spalle comiche, insieme al “solito” Marco Mazzocca). «Era previsto un Tremonti, che poi non è stato fatto», racconta, e a chi gli domanda cosa ne sarà della satira nel caso in cui il governo dovesse cadere, replica: «A parte che non sono convinto che dopo la parabola discendente non ci possa essere una risalita, io ho fatto satira prima di Berlusconi, ai tempi di Craxi, e la continuerò a fare anche dopo. Credo che negli ultimi anni alcuni toni siano stati eccessivamente furiosi, perché l'indignazione ha spinto la satira verso posti dove ha perso la sua funzione» (una velata critica agli attacchi ad personam della sorella Sabina?). Realizzato in HD, lo speciale di stasera dovrebbe anticipare, come abbiamo detto, una trasmissione in onda in autunno. «Questa cosa è stata pensata come un numero unico, per rompere il ghiaccio gli uni con gli altri e vedere se funziona», spiega, «a meno che non ci innamoriamo di questa formula, vorrei fare però qualcosa di diverso: mi è venuta un'idea ma è complicata, da valutare, perché sarebbe una parte di satira e una di fiction, una commistione. Di certo non ho voglia di fare uno show  “del sabato sera”, preferirei fare una cosa più “anarchica”».   La tv di Murdoch, da parte sua, è ben felice di averlo accolto nella sua squadra e pronta a dargli spazio già da fine settembre. «Si tratta solo di trovare la quadratura creativa», precisa Andrea Scrosati, vice-presidente di Sky Italia, «per una televisione a pagamento come la nostra, poter offrire ai telespettatori programmi come questo è già un successo». di Donatella Aragozzini

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