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Ue contro scure agenzie rating Barroso: "Deploro scelta Moody's"

Il presidente della Commissione europea contro la bocciatura del debito di Libsona. Era ora

Andrea Tempestini
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"Deploro profondamente la decisione di un'agenzia di rating di abbassare la nota del Portogallo", ha tuonato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Nel mirino la bocciatura di Moody's sul debito di Lisbona, ormai valutato come spazzatura. Una piccola frase che segna, si spera, una nuova epoca: quella della ribellione alla scure delle agnenzie di rating. La rivolta - La ribellione, dopo anni di minacce e di grossolani errori (pensiamo a Lehman negli Usa o a Parmalat in Italia, solo per citarne due), è dovuta. In questa caso, poi, non si capisce il motivo dell'accanimento di Moody's, poiché i conti pubblici portoghesi non presentano novità di rilievo che possano giustificarne la decisione. A meno che l'agenzia disponga di informazioni segretissime, sempre ammesso che esistano. Il piano da 78 miliardi - Barroso era una furia e ha più volte ripetuto che "Lisbona ha appena iniziato a mettere in atto il programma di risanamento concodrato con la Ue e il Fmi". Un piano che ha portato nelle casse del Paese ben 78 miliardi di aiuti per rifinanziare il debito. Il ragionamento è semplice: se il Portogallo da tempo è un sorvegliato speciale, che senso ha tagliarne il giudizio proprio ora, proprio nel momento in cui qualcosa sembra volgere in meglio? Legge apposita - Si sà, le agenzie di rating agiscono in base a interessi che spesso non sono sufficientemente trasparenti. Dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2008 erano finite alla gogna. Molti paesi, Stati Uniti compresi, hanno cercato di riscrivere le regole delle agenzie di rating. Tutti i tentativi, però, non hanno sortito gli effetti sperati: il G20 è ancora al lavoro per trovare una soluzione globale.

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