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Monti fa esplodere Bersani: Sulle pensioni non si tratta

Premier categorico: "Niente veti su riforma". Così il segretario prende le distanze da Mario: si fa tirare per la giacchetta da Cgil

Lucia Esposito
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La riforma delle pensioni dovrebbe essere approvata nei prossimi giorni. Dei contenuti si conoscono le linee-guida ma non i dettagli. Ma quello previdenziale resta un terreno minato sul quale il premier aveva sorvolato in Parlamento nei suoi discorsi di insediamento. E proprio su questo delicatissimo capitolo previdenziale, sul quale si trova già il muro dei sindacati, Monti è stato lapidario: "Penso di agire rapidamente". Tant'è che potrebbero non esserci incontri ufficiali tra il Professore e i segretari di partito. La sostanza è una e una soltanto: zitti e pagare. E così, anche il Pd di Pier Luigi Bersani sempre accondiscendente con Super Mario, ora ha le idee confuse e si spacca: appoggiarlo ancora o stare con i sindacati, appoggiarlo o seguire la Cgil che annuncia barricate? Anche la Cisl di Raffaele Bonanni, da parte sua, non nasconde il malconento e chiede al governo un tavolo per il dialgono.Stretta sulle pensioni - Per le pensioni si configura una stretta importante, dal blocco della perequazione automatica all'aumento degli anni di contributi (oltre i 40), dal contributivo pro-rata per tutti all'anticipo al 2012 della riforma che aggancia l'età pensionabile alle aspettative di vita. L'obiettivo è garantire la tenuta dei conti pubblici non solo nel medio-lungo periodo ma anche nel breve. Il ministro Elsa Fornero ha spiegato che "sulla spesa pensionistica il governo ha in preparazione, e verosimilmente sarà annunciato entro pochi giorni, una riforma incisiva ma che rispetta il criterio di equità tra le generazioni". La Fornero ha poi spiegato che l'esecutivo è disponibile al dialogo con le parti sociali, anche se di tempo ce n'è pochissimo: "Si tratta - ha spiegato - di trovare una finestra di opportunità perché abbiamo un vincolo di tempo che dobbiamo rispettare". Il vincolo, in particolare, è quello di varare le misure economiche entro il 5 dicembre. Pressing dei sindacati - Sulla questione previdenza giovedì si è registrata la levata di scudi da parte dei sindacati. Bonanni, leader della Cisl ha chiesto un confronto "È molto grave che non ci sia alcun confronto" in merito agli interventi che il governo intende adottare sulle pensioni, perché il confronto "serve a trovare soluzioni eque", aveva detto il segretario della Cisl. Al termine di un incontro con il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, Bonanni ha rilanciato: "Spero ci sia un incontro. Adesso mi pare davvero inesistente la volontà. Spero ci ripensino". Pd spaccato - E Pier Luiigi Bersani, in bilico tra l'esigenza di sostenere il governo e l'appoggio alla Cigil (scontata la posizione barricadera assunta dal sindacato della Camusso in merito alle novità sulle pensioni), ha chiesto al premier che le misure del governo siano caratterizzate da "equità" e "il meno possibile recessive, serve occhio all'esigenza dei consumi, dei redditi, delle situazioni più difficili, dei redditi popolari". I democratici hanno le loro proposte e chiediamo che il governo non rimanga sordo o disattento. Ma poi ha ribadito che il Pd "è pronto a sostenere questo governo anche se non farà il 100% di quello che faremmo noi". Bersani, insomma, chiede che le misure che Monti si appresta a varare rispecchino il criterio che "chi ha di più deve dare di più". Prime prove tecniche di rottura, tra i Democratici e quel Mario Monti che avevano appoggiato incondizionatamente (fino a quando la Cgil ha alzato la voce e ha cominciato a tirare per la giacchetta il segretario...).

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