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Chavez e Ahmadinejad, la folle ironia nucleare dei due leader

Caracas, in conferenza stampa il presidente venezuelano e l'omologo iraniano scherzano sui missili atomici puntati verso Washington

Andrea Tempestini
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Atomica ironia dalle scivolosissime implicazioni diplomatiche. A Caracas è andato in scena l'atteso faccia a faccia tra il presidente venezuelano Hugo Cavez e l'omologo iraniano, Mahmoud Ahmadinejad. I due presidente, tra abbracci e sorrisi, hanno pensato bene di fare un po' di sana ironia sulla bomba atomica e sui missili puntati contro Washington. Nel corso della conferenza stampa Chavez ha annunciato che una bomba atomica era pronta ad emergere da sotto una collinetta situata di fronte al palazzo presidenziale di Caracas. "Quella collina - ha dichiarato il leader venezuelano - si aprirà e uscirà una grande bomba nucleare". Grasse risate nella sala, e quindi la pronta risposta di Ahmadinejad. Successivamente la chiosa di Chavez: "I portavoce degli imperialisti sostengono che io e Ahmadinejad stiamo andando ora nei sotterranei di Miraflores per prendere la mira contro Washington e lanciare missili. Tutto ciò è ridicolo". "Uniti per sempre" - I due leader dell'anti-imperialismo a stelle e strisce hanno quindi ribadito in pubblico l'alleanza tra Iran e Venezuela con dichiarazioni rutilanti contro l'Occidente. "Nonostante i popoli arroganti non lo vogliono, saremo uniti per sempre", ha tuonato Ahmadinejad, che da domenica sera si trova in America Latina per un tour di cinque giorni. Oggi, martedì 10 gennaio, è atteso a Cuba. "La  follia imperialista - Chavez gli ha fatto da controcanto - si è scatenata in un modo che non si era mai visto da tanto tempo". L'Iran e il Venezuela, entrambi membri dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec), nel corso dell'ultimo decennio hanno avuto stretti rapporti di collaborazione soprattuto in chiave anti-americana, criticandone congiuntamente le politiche internazionali.   Aggirare le sanzioni - ll tour in America Latina è l'occasione per Ahmadinejad per gettare le basi e intessere nuovi accordi economici e di cooperazione in grado di offrire una via di sfogo per l'asfittica economia iraniana, sofferente per la perdita del valore del rial, per un'inflazione alle stelle e per la crescente intensità delle sanzioni imposte al Paese dall'Occidente. E in questo contesto venti di guerra soffiano sullo Stretto di Hormuz: con gli Stati Uniti la tensione è salita alle stelle e uno scontro militare potrebbe essere imminente. Così Teheran guarda ai suoi 'amici' in America Latina, paesi da cui trovare mezzi e strade per aggirare le nuove sanzioni all'export di petrolio che la comunità internazionale potrebbe imporre a causa del controverso programma nucleare cavalcato da Ahmadinejad.  

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