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Attacca sinistra e studia sondaggi

Monti scopre i sondaggi: consulta ogni quindici giorni i dati che gli servono per aggiustare il tiro sulle norme da varare o per correggere la rotta

Lucia Esposito
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SuperMario parla da uomo di destra, intervistato da RepubblicaTv smonta i miti della sinistra e scopre il valore dei sondaggi. In un retroscena pubblicato dal Corriere della Sera, si evidenzia come le rilevazioni demoscopiche siano diventate uno strumento di lavoro per il premier che le consulta per avere in mano il polso del paese, valutare l'impatto che le sue misure hanno sull'opinione pubblica etc (articolo 18 compreso, quell'articolo 18 che si è detto pronto a riformare e rivedere profondamente). Uno dei suoi uomini di fiducia racconta che l'approccio del premier a numeri e percentuali è "quello dell'economista abituato a studiare i mercati e che ora deve fare i conti con il suo ruolo di uomo pubblico". E sicuramente Monti ha già fatto uso dei sondaggi. Pare che anche le sue perplessità alla candidatura italiana alle Olimpiadi siano state dettate dai risultati di uno studio. I risultati dei sondaggi gli servono ad aggiustare il tiro sulle norme da varare e a correggere la rotta. C'è una differenza però con il Cavaliere: a Monti interessa l'assenso (ogni volta il suo scopo è capire che risultati un provvedimento abbia prodotto sull'opionione pubblica), all'ex premier interessava il consenso. Ed è per questo si legge sul Corriere della Sera che c'è una forte oscillazione nell'indice di gradimento settimanale del premier, dai tre ai sei punti percentuali. Il giudizio sull'operato del premier, fa notare il sondaggista Pagnoncelli, sono liberi dalla "zavorra del tifo, dall'appartenenza politica a uno schieramento".

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