Cerca
Logo
Cerca
+

Belen Rodriguez, la vera vincitrice della kermesse

La soubrette argentina è stata l'unica in grado di distogliere (anche grazie alle non-mutandine) l'attenzione da Celentano

Andrea Tempestini
  • a
  • a
  • a

La trovata delle mutandine - o meglio, delle non mutandine - l'ha fatta schizzare in cima alla lista delle preferenze di mezza Italia. Stiamo parlando ovviamente di Belen Rodriguez, dominatrice assoluta di questo Festival di Sanremo. La bella argentina è stata l'unica a distoglere l'attenzione dai sermoni del predicatore Adriano Celentano: è lei il simbolo della 62esima edizione della kermesse. Anche perché come ricordava Francesco Borgonovo in un articolo di venerdì 17 febbraio, se ci togliete lei resta soltanto la noia. Alla fine San Remo, dall'alto dei Cieli, è intervenuto a salvare la baracca e ha fatto apparire Belen Rodriguez. Al rivelarsi di quella farfallina maliziosa, l'Italia intera ha tirato un sospiro di sollievo dopo mesi di bund e spread. L'Europa ci chiederà anche il rigore, ma gli occhi e la mente  bramavano un po' di leggerezza, ed eccola qua. L'epifania inguinale della fanciulla ha salvato l'intero baraccone di Sanremo. La seconda serata è stata un disastro: problemi tecnici, conduttori impacciati, sketch impolverati e canzoni sullo sfondo, ignorate dai più. Che cosa sarebbe rimasto del Festival, se dalle scale non fosse disceso quel paio di gambe dorate, se non fosse planato quel vestito bicolore  con i suoi ammiccanti svolazzi? Semplice: la noia. Gianni Morandi e i suoi autori avevano una sola cartuccia da sparare, cioè Adriano Celentano. Cercando il botto clamoroso, sono scoppiati, ritrovandosi senza nulla da offrire. Infatti lo share è calato assieme all'interesse. Tuttavia, di Sanremo si continua a parlare,  i giornali fremono, gli spettatori si gettano sul web all'affannosa ricerca dell'inquadratura pelvica perfetta. Di questo dobbiamo ringraziare  Belen. E sbaglia chi pensa che, in mancanza di idee, all'Ariston abbiano sopperito con un quarto di vacca argentina. Nel disvelarsi della Rodriguez non c'è nessuna volgarità, semmai giocosa prurigine. Se una  femmina è stata umiliata in quel di Sanremo, di certo non è lei. Piuttosto, quel pezzo di legno di Ivana Mrazova: un oggetto d'arredamento, dotata di risate cavalline e nient'altro. Tanto che, a sancire la propria sottomissione, ha accettato di farsi mettere il collare  e se ci fosse stato un guinzaglio non avrebbe esistato a legarselo alla cervicale malandata. Che dire poi della Canalis? Mummificata la prima sera  nel ruolo di un'Italietta svampita e bruttina, impalata e incapace di pronunciare correttamente un nome che fosse uno.  Il pecoreccio  non si trova nel grembo tatuato e depilato di Belen, piuttosto nel turpiloquio di Morandi: per apparire giovane si è rifugiato nelle parolacce,  come   Celentano. Il quale nel suo monologo si è rivelato per quello che è: una cazzata sospesa sul nulla. Belen, con sorrisi radiosi, smorfie e battute  non solo ha annichilito le altre donzelle, ridotte a orpelli. Ha risollevato un'esibizione altrimenti pagliaccesca,  dimostrando di aver imparato la lezione: il suo giochetto ambiguo e insieme innocente, il trucco della mutanda adesiva abbandonata in balia dei venti, è risultato molto più accattivante della pornografia in cui si è cimentata in passato. E non stiamo parlando solo del video hard, che resta un passatempo privato.  A Sanremo ha conquistato con l'allegoria, mostrando una farfalla dipinta a significarne un'altra ben più carnale.   Siamo sinceri: Belen è stata invitata perché bella, e la bellezza è un mosaico complesso di gesti, forme e luccicar di pupille.  Ergo  non ha fatto altro che mostrarsi bella, ha sedotto con i denti candidi prima che col seno prorompente (e chissenefrega se Ivana «ce l'ha più grosso»: non è questione di etti). Questa fanciulla, nonostante Corona, è un genio perché riesce a calamitare sguardi, a rapire cuori e intelletti con un gesto minuscolo, ed è così generosa da permettere ai suoi colleghi di beneficiarne. Belen è un portento perché ha capito che a muovere il mondo è il desiderio, e per stuzzicarlo le è bastato promettere un fazzoletto di felicità su ali di farfalla. Fazzoletto che mezzo mondo aveva già visto in tutte le posizione possibili, e che lei ha ammantato di nuovo mistero grazie a una mutanda adesiva. Alzi la gonna chi sarebbe capace di fare altrettanto. di Francesco Borgonovo

Dai blog