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Così i sindacati truffano l'Inps: usano anche i morti

Bechis: i Caf, attraverso dichiarazioni dei redditi false, avrebbero sottratto 2 mln all'ente utilizzando 21mila defunti

Lucia Esposito
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Ci sono 20.992 fantasmi che fra il 2008 e il 2010 hanno inviato all'Inps - debitamente firmato - il riassunto della propria condizione reddituale e patrimoniale. Sono 20.922 fantasmi perché tutti erano deceduti da tempo. Eppure dalle pratiche arrivate all'Inps sono risultati tutti improvvisamente risuscitati, hanno fatto due conti in casa e si sono recati al proprio Caf del sindacato di fiducia per firmare le dichiarazioni Ise e Isee. Per ognuno di quei moduli falsi il Caaf del sindacato di turno ha ricevuto un rimborso statale che oscillava fra 10 e 16,50 euro. È accaduto in Campania, Calabria e Sicilia. Per un po' tutto è passato in cavalleria. Poi gli 007 dell'istituto di previdenza pubblica guidato da Antonio Mastrapasqua si sono accorti che qualcosa non quadrava. E hanno scoperto che non c'erano solo i 20.992 morti resuscitati giusto per fare quadrare i bilanci dei sindacati truffando l'Inps. I falsi dei Caaf sindacali erano decine di migliaia di più, dai morti viventi agli indigenti che cambiavano reddito (e quindi dovevano fare una nuova dichiarazione Isee) sette volte in un mese, a quelli che cambiavano residenza venti volte in un anno, trasferendosi dalla Campania alla Sicilia o alla Calabria e viceversa, a quelli che presentavano la stessa dichiarazione lo stesso giorno in due regioni diverse. Una maxi truffa, che ha costretto gli ispettori dell'Inps a rivolgersi alla procura della Repubblica di Roma presentando regolare denuncia. Lo rivela Stefano Livadiotti sul numero dell'Espresso in edicola oggi. Anche Libero è riuscito a trovare in procura le carte dello scandalo che sta facendo tremare le organizzazioni sindacali nel Mezzogiorno di Italia. Perché - chi più, chi meno - nella truffa sono coinvolti praticamente tutte le sigle dei centri di assistenza fiscale italiani: da quelle dei sindacati tradizionali come Uil, Cgil, Cisl, Ugl e Confsal, alle varie federazioni dei pensionati, a quelle artigianali, dal mondo social comunista a quello cattolico. I falsi più rilevanti sono stati commessi dal Caaf Acai dipendenti e pensionati srl (13.705). L'Acai è l'associazione cristiana artigiani italiani, che costituì nel 1998 il suo centro di assistenza fiscale. L'altro campione di falsi è invece il Caaf dipendenti e pensionati Usppidap srl, e qui in imbarazzo finisce anche il sistema politico. Perché il Caaf Usppidap nasce nel 2001dalla fusione delle federazioni pensionati Fe.n.p.i. e F.n.ua., ex Usppi Pensionati e Agricoltura e il protagonista di quella fusione fu il sindacalista che aveva guidato come segretario generale entrambe le federazioni: Vincenzo Iovine. Dal 2009 fa l'europarlamentare, dopo essere stato candidato da Antonio Di Pietro nell'Italia dei Valori. Una volta ottenuto il seggio Iovine però ha cambiato bandiera, ed è passato armi e bagagli nell'Api di Francesco Rutelli. Ora la clamorosa truffa del Caaf da lui fondato all'Inps rischia di creare nuovo imbarazzo politico. Lo scandalo della maxi truffa sindacale all'Inps secondo i magistrati che hanno iniziato le loro indagini potrebbe essere di proporzioni ancora più ampie rispetto a quanto finora emerso. Gli ispettori dell'istituto si sono messi a controllare le dichiarazioni Ise e Isee (che servono ai cittadini per ottenere prestazioni sociali di vario tipo) in solo tre regioni, perché da lì erano emerse singole irregolarità. È  vero che in Campania, Sicilia e Calabria i Caaf dei sindacati presentano il 42% delle dichiarazioni Isee compilate in Italia, ma non è affatto escluso che  la truffa sia presente in altre regioni. Perché ad avere i vantaggi è soprattutto il Caaf, più che il cittadino associato alla dichiarazione reddituale e patrimoniale. Questo è lampante nel caso delle dichiarazioni dei 20.992 morti viventi, ma anche nelle altre tipologie irregolari, perché il cittadino più di una prestazione sociale non può ottenere. Mentre il Caaf ingrassa i propri bilanci con dichiarazioni multiple e false, che riescano a passare i controlli informatici dell'Inps (che prendono subito dichiarazioni multiple con lo stesso importo, ma non quelle false dello stesso soggetto per importi diversi). Solo con le dichiarazioni multiple false il Caaf Acai ha truffato all'Inps 215 mila euro, quello dell'europarlamentare dipietrista passato con Rutelli 136 mila euro, quello Ugl 133 mila euro, quello della Uil 117 mila euro, quello della Cisl 64 mila euro. I Caaf Cgil hanno truffato 27 mila euro in Campania, 26 mila in Sicilia e più di 8 mila euro in Calabria. Le false denunce ipotizzate solo a questa voce avrebbero causato all'Inps un danno di oltre 2 milioni di euro. di Franco Bechis

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