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Lo scivolone di Andrea Riccardi: "Che schifo Alfano e la politica"

Il titolare della Cooperazione alla Severino: "Sulla giustizia Alfano vuole strumentalizzare", Premier in pressing, poi le scuse

Giulio Bucchi
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Mario Monti aveva invitato  i suoi ministri a tenersi lontani dalle dispute politiche. A mantenere, insomma, un profilo “tecnico” e a passare, in caso di difficoltà, per la diplomazia collaudata di Palazzo Chigi. Dove, ieri, è scattato l'allarme rosso che ha visto come protagonista Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione e l'Integrazione. La causa è uno scambio di battute per niente curiale del fondatore della Comunità di Sant'Egidio con la Guardasigilli Severino e il titolare della Sanità Balduzzi. Alla presentazione di una mostra sui rapporti tra Stato e Chiesa a Palazzo Giustiniani, noncurante della presenza di alcuni giornalisti, Severino esordisce:  «Hai visto oggi?». Riccardi raccoglie: «Alfano voleva solo creare il caso», risponde. «Vogliono solo strumentalizzare: è la cosa che mi fa più schifo della politica, ma quei tempi sono finiti», aggiunge. Parole pesanti, ultimative, contro il principale partito della maggioranza. Parole che hanno causato una pioggia di critiche e richieste di dimissioni del Pdl. «Smentisca immediatamente o si dimetta», ha chiesto il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri. «Se gli facciamo così schifo può benissimo dimettersi», gli ha fatto eco l'omologo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Intanto Giorgio Stracquadanio ventilava l'ipotesi di un voto di «sfiducia individuale», magari al Senato, dove pidiellini e Lega ancora hanno la maggioranza. Il premier, conscio che il governo rischia di non reggere una iniziativa di questo genere, ha invitato il suo ministro a chiedere scusa per «svelenire il clima». Una richiesta ferma, raccontano. Tantopiù che Monti si sarebbe già irritato nei giorni scorsi con il fondatore della Comunità di Sant'Egidio per la polemica aperta con il collega Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, circa la delega e i finanziamenti per la Cooperazione internazionale. Le scuse di Riccardi sono puntualmente arrivate in serata: «Si è trattato di battute, estrapolate nel corso di una conversazione informale  e non riportate nella loro interezza», ha premesso Riccardi in una nota. «Mi scuso se qualcuno si possa ritenere offeso», ha aggiunto. Il ministro ha voluto ribadire stima per il segretario del Pdl: «Ho sempre avuto con l'onorevole Alfano un rapporto cordiale e sincero». La nota  ha soddisfatto solo in parte i berlusconiani, già indispettiti in passato per alcune uscite poco “tecniche” e molto “politiche” del ministro. Nessuna sfiducia individuale, però, per non terremotare l'esecutivo. Alfano e gli altri non vogliono accelerazioni. Dal canto suo Monti ha ribadito ai colleghi di governo che bisogna proseguire con determinazione nelle misure economiche e per la crescita, ma non avventurarsi su altre vie perché il rischio è che «la maggioranza si squagli». Il rischio è più concreto di quanto si immagini: in un solo giorno, ieri, Pd e Pdl, su due provvedimenti diversi, hanno minacciato di staccare la spina all'esecutivo. E già oggi, alla Camera, il governo è destinato ad una nuova prova: voto di fiducia sul dl Semplificazioni. di Paolo Emilio Russo

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