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Margherita fa causa a Lusi Richiesta danni: 10 milioni

L'ex tesoriere indagato per truffa e appropriazione indebita gestiva le casse della Margherita europea

Matteo Legnani
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La Margherita fa causa al suo ex tesoriere Luigi Lusi e chiede un risarcimento danni per diffamazione che andrà dai 5 ai 10 milioni di euro. L'istanza, che sarà presentata nei prossimi giorni, farà riferimento a quanto dichiarato dall'ex tesoriere Dl durante la trasmissione Servizio pubblico e al contenuto di quanto scritto da Franco Bechis la scorsa settimana su Libero, in cui Lusi spiegava il funzionamento 'allegro' dei finanziamenti nella Margherita. A presentare la citazione sarà il professor Salvatore Patti, ordinario di diritto privato alla Sapienza. La decisione di richiedere i danni con un'azione civile è stata presa dai legali della Margherita Alessandro Diddi e Titta Madia, che però mantengono il riserbo sulla quantificazione del danno. E intanto emerge una nuova magagna per l'ex partito di Francesco Rutelli: il potentissimo Lusi, evidentemente fidato e stimato, gestiva la cassa anche della Margherita europea. Di seguito l'articolo di Tommaso Montesano La Margherita, d'accordo. Pochi sanno, però, che Luigi Lusi, l'ex tesoriere della formazione di Francesco Rutelli sotto inchiesta a Roma per appropriazione indebita in relazione ad oltre 13 milioni di euro sottratti alle casse del partito, fino a poche settimane fa amministrava anche i soldi dello “European democratic party”, il gruppo presieduto dallo stesso Rutelli e dal francese François Bayrou. L'Edp fa parte dell'Alleanza progressista di socialisti e democratici al Parlamento europeo. I deputati che siedono a Strasburgo sono sedici: sei italiani dell'ex Margherita; altrettanti francesi del Mouvement démocrate di Bayrou; un rappresentante ciascuno per i centristi lituani, baschi, slovacchi e irlandesi. Costituito il 9 dicembre 2004 con il congresso fondativo di Bruxelles, l'Epd ha sempre avuto lo stesso tesoriere: Lusi, appunto. Nomina confermata alla fine del 2006 nel congresso di Roma e il 5 dicembre 2008 nelle assise di Bruxelles. Fino allo scandalo che a gennaio lo ha costretto a lasciare il gruppo del Partito democratico al Senato italiano, Lusi ha gestito le finanze dell'Edp. Una vicenda, quella dell'inchiesta della procura di Roma, che ha messo in imbarazzo non solo Rutelli e gli esponente dell'ex Margherita, ma anche la piccola formazione europea di cui Romano Prodi, fino alla primavera del 2008, è stato presidente onorario. Sul sito Internet del gruppo, infatti, nella pagina dedicata all'organigramma il nome e la foto del tesoriere non ci sono. Ci sono i nominativi dei segretari generali, Marielle de Sarnez e Josef Broz, ma non l'identità di chi amministra i denari. Un'assenza che potrebbe far nascere il sospetto che Lusi in realtà sia ancora in carica, visto che la composizione della presidenza, come si legge nella schermata dedicata alla squadra del partito, è stata «approvata nel corso del congresso di fondazione di Bruxelles, il 9 dicembre 2004 e confermata dal congresso del 5 dicembre 2008». Vuoi vedere, insomma, che il gruppo di Bayrou e Rutelli si vergogna del suo tesoriere indagato? «Non scherziamo, il tesoriere non è indicato perché la pagina web non è aggiornata», precisa Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l'Italia e responsabile esteri dell'Edp. «Lusi si è dimesso da tesoriere lo stesso giorno in cui ha lasciato l'incarico per la Margherita (il 25 gennaio, ndr) e il successore è un belga, Gerard De Prez», spiega l'esponente dell'Api. Nessun rischio, per quanto lo riguarda, per gli eventuali risvolti europei dell'inchiesta giudiziaria a carico di Lusi: «L'Edp ha un bilancio contenuto, pari a circa 500mila euro l'anno, figlio dei fondi europei. E comunque il controllo delle istituzioni europee è tale che pasticci, se dio vuole, non ce ne sono stati».

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