Le critiche sollevate da figure d'area o commentatori come Massimo Giannini, Nicola Lagioia, Massimo Caccari ed Andrea Scanzi evidenziano una profonda crisi d'identità e di proposta all'interno del campo largo. Di fronte a giudizi impietosi che bollano la sinistra come priva di programma e di visione per il Paese, la contraddizione tra le posizioni degli intellettuali progressisti e le prospettive politiche della coalizione appare insanabile. L’analisi di Pietro Senaldi



