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Milano, il caso Rogoredo e chi ancora non vuole vederlo

Manifestazioni, servizi tv e blitz, il quartiere alla periferia di Milano è ormai un problema nazionale. Eppure da sinistra, che governa la città, non una parola
di Alberto Busaccasabato 29 novembre 2025
Milano, il caso Rogoredo e chi ancora non vuole vederlo

2' di lettura

Controlli, manifestazioni, servizi televisivi. Rogoredo è ufficialmente diventato un caso nazionale. E la speranza dei residenti è che tutta questa attenzione possa servire a risolvere il problema. Mercoledì, come disposto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunitosi in prefettura, è stato effettuato nella zona un nuovo servizio straordinario ad “alto impatto”. L’operazione, condotta da polizia, carabinieri e guardia di finanza, mirava a contrastare lo spaccio di stupefacenti e a rafforzare la sicurezza, ed ha coinvolto l’area boschiva, la stazione ferroviaria, la metropolitana e le aree limitrofe che ricadono nel territorio di San Donato milanese.

Nel complesso, per capirsi, sono stati controllati 94 veicoli e identificate 604 persone, di cui 15 indagate per reati vari e 10 denunciate per possesso di droga. Adottati inoltre 13 ordini di allontanamento, oltre al sequestro di sostanze stupefacenti e armi da taglio. Poi il fronte delle manifestazioni. Due settimane fa sono scesi in piazza centinaia di residenti, in un corteo a cui hanno partecipato anche esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, tra i quali Riccardo De Corato, deputato ed ex vice-sindaco di Milano. Oggi, nuovo presidio, organizzato questa volta da Lealtà Azione (alle 16, uscita metro largo Radaelli, lato Sky). «Quello che sta succedendo da anni a Rogoredo», spiegano gli organizzatori, «non è un episodio isolato. È il riflesso di una città sempre più insicura, dove troppi cittadini vivono paura, rassegnazione e solitudine di fronte alla criminalità diffusa».

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E ancora: «Non accettiamo che interi quartieri vengano consegnati al traffico di droga e al disordine permanente. Rogoredo non è una zona grigia né una periferia da dimenticare: è Milano. E Milano ha diritto alla sicurezza, al decoro e al rispetto». Manca qualcuno? Bè, sì, alla fine in tutto questo non si vede la sinistra, che pure governa Milano dall’ormai lontano 2011. In realtà per oggi è atteso in zona un banchetto di Partito democratico e Anpi. Contro il degrado e lo spaccio di droga? No, contro la manifestazione dei “fascisti” di Lealtà Azione. Perché ognuno, alla fine, ha le sue priorità...