Occupanti abusivi tra occupanti abusivi. Questo potrebbe essere il destino finale dei leoncavallini dopo la lunga traversata nel deserto seguita allo sgombero della sede occupata di via Watteau.
Secondo quanto dichiarato al Corriere della sera dalla presidentessa delle mamme del Leoncavallo Marina Boer i militanti dello storico centro sociale sono pronti a partecipare al bando lanciato dal Comune per l’ex mercato di piazza Selinunte.
Una notizia che inevitabilmente ha scatenato un vero e proprio terremoto politico dal momento che la struttura dove il centro sociale spera di potersi trasferire si trova proprio nel bel mezzo di San Siro, una delle zone più difficili di Milano per la quale lo scorso giugno anche il Sindaco Giuseppe Sala aveva espresso la propria preoccupazione parlando di un «numero eccessivo di case popolari» e soprattutto di «proporzione sbagliata tra italiani e stranieri». Un quartiere ghetto quindi dove il Leonka “risorgerebbe” a stretto contatto con la realtà delle migliaia di occupazioni abusive che caratterizzano il quartiere.
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Senza contare poi l’insicurezza dilagante in questa parte di Milano dove solo un mese e mezzo fa, il 4 di luglio, un 22enne italiano di origini Gambiane aveva accoltellato alle spalle un uomo in via Capecelatro facendolo finire in codice rosso all’ospedale di Niguarda. Sul profilo Whatsapp dell’assalitore era stata trovata l’immagine di un guerrigliero islamico con tanto di kefiah e kalashnikov. Il tutto in un quartiere dove il canto dei muezzin all’alba testimonia l’avanzata inarrestabile della religione di Maometto.
Contattata in merito da Libero Marina Boer ha spiegato che l’ipotesi Selinunte rappresenta solo una delle tante vie che il Leoncavallo è pronto a percorrere per tornare ad avere una sede.
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Non bastavano i risarcimenti ai clandestini pluripregiudicati e alla Ong di Carola Rackete, capitana speronatrice delle ...«Da settembre, dopo la pausa estiva, torneremo a discutere e a confrontarci con rinnovato impegno» ha spiegato la Boer annunciando nuovi incontri come quello tenutosi lo scorso ottobre presso il circolo dell’Arci di via Bellezza. Un’ipotesi quella del Leonka in piazza Selinunte che naturalmente ha provocato la dura reazione del centrodestra milanese.
«Ogni giorno una notizia diversa e sempre più folle sul destino del Leoncavallo» spiega la vice segretaria della Lega Silvia Sardone. «La partecipazione di questi storici abusivi al bando comunale per l’ex mercato di piazzale Selinunte è una provocazione vergognosa visto che quel quartiere è già massacrato da occupazioni di nordafricani e rom, mercatini del rubato, spaccio, degrado».
«Sono certa che i leoncavallini si troverebbero a proprio agio in tale contesto ma a farne le spese sarebbero i residenti perbene» continua l’esponente del carroccio chiedendosi se davvero il Comune voglia trasformare San Siro nella discarica di Milano. «In tal caso venga il Sindaco in Consiglio Comunale e chiarisca a tutti quali scorciatoie si stanno studiando per chi per 40 anni ha calpestato impunemente la legge coccolato dai soliti noti» conclude Sardone spiegando che «la soluzione migliore, la più apprezzata dai milanesi, è una sola: che il Leoncavallo sparisca per sempre».
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Indignato anche il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico che parla di «autentica follia». «Nel quartiere sono già operativi i centri sociali Micene e Cantiere, ci manca solo il Leonka a rendere la situazione ancora più esplosiva» spiega il consigliere azzurro avvertendo che tra i residenti di San Siro è già scattato l’allarme. «Sarebbe da folli far aprire la nuova sede del Leoncavallo in un quartiere già molto insicuro per tutti i delinquenti e gli occupanti abusivi presenti nei paraggi» continua De Chirico spiegando che «dalla sinistra, soprattutto in campagna elettorale, ci si può aspettare di tutto ma non fino a questo punto». Il consigliere spiega poi che se veramente il Leoncavallo arrivasse in piazza Selinunte il Pd perderebbe i voti dei Moderati del quartiere.
«Leggendo il bando mi sembrava di avere intuito che per la gestione dello spazio dell’ex-mercato si pensasse a qualche cooperativa sociale vicina al Partito Democratico» conclude De Chirico «una situazione migliore rispetto al Leoncavallo che tra l’altro, andrebbe a pestare i piedi al Cantiere nell’organizzazione di eventi culturali che li hanno portati alla ribalta per il giro d’affari che generano». Contrario anche Fratelli d’Italia che con l’ex vicesindaco Riccardo De Corato e con il capogruppo a Palazzo Marino Riccardo Truppo spiegano «niente regali a chi vive nell’illegalità, i leoncavallini restituiscano piuttosto i tre milioni che devono allo Stato e gli 800mila euro che devono al comune». Intanto il capogruppo della Lega a Palazzo Marino ha fatto sapere che il Carroccio sta organizzando una raccolta firme intitolata «no al Leoncavallo a San Siro» perché i residenti possano dire la loro su una scelta scellerata che potrebbe avere conseguenze estremamente negative per tutto il quartiere.




