(Adnkronos) - Focalizzando l'analisi sui primi nove mesi del 2012, sulla base dei dati Istat disponibili, si ottiene uno spaccato di maggior dettaglio relativamente all'interscambio con l'estero per le merceologie in esame. Da gennaio a settembre 2012, i filati cardati hanno visto confermare la loro performance sui mercati esteri, risultando sostanzialmente stabili sui livelli del corrispondente periodo del 2011: l'export segna infatti un +0,4% a valore; tuttavia per il dato a volume si registra contestualmente un decremento di un certo rilievo, pari al -16,4%. Il risultato medio a valore cela un andamento dicotomico tra l'area intra-comunitaria (in calo del -11,8%) e l'area extra-comunitaria (in aumento del +8,1%), che assorbe oltre il 66% dell'export complessivo di filato cardato made in Italy; a volume, invece, entrambe le aree presentano una variazione negativa, anche se decisamente piu' gravosa per l'Unione Europea. Hong Kong, confermandosi primo mercato di sbocco del filato cardato anche nel 2012, dopo il rallentamento dello scorso anno, e' tornato a crescere su tassi prossimi al +21%. Sia Croazia sia Regno Unito, dopo il boom del 2011, segnano invece un calo, rispettivamente del -10,6% e del -9,9%. Se l'export verso la Romania cresce del +3,9%, sono soprattutto Turchia e Cina a mostrarsi dinamiche, con vendite estere dall'Italia in aumento rispettivamente del +25,1% e del +16,2%. Gli altri top-client, ovvero Portogallo, Germania, Bulgaria e Tunisia, presentano, invece, cedimenti non marginali. (segue)




