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L'editoriale

Belpietro: Uccisi dai terroristi e dal politicamente corretto

6 Dicembre 2015

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I vicini di casa di Syed Farook e di sua moglie Tashfeen, i due terroristi che hanno fatto strage in California uccidendo 14 persone, si erano accorti che in quella tranquilla famigliola qualche cosa non funzionava. Due giovani musulmani con una bambina di appena sei mesi. Eppure dall’abitazione provenivano grida e c’erano movimenti che li avevano insospettiti. Forse i vicini avevano visto qualche cosa. Magari armi, oppure ascoltato una frase che li aveva preoccupati. Tuttavia, pur avendo qualche dubbio sulla coppia Farook - Malik i vicini sono stati zitti. Non per paura di essere accusati di essere eccessivamente impiccioni, ma nel terrore di essere denunciati con l’accusa di pregiudizio razziale, un reato che in America è severamente punito. Non fossero stati musulmani, non fossero stati immigrati - lui di seconda generazione (era nato negli Stati Uniti da genitori giunti dal Pakistan), lei appena arrivata dall’Arabia Saudita - probabilmente i vicini si sarebbero rivolti alla polizia, mettendo al corrente gli agenti dei loro sospetti. Ma i due terroristi non erano wasp o latinos, erano musulmani e dunque chi gli abitava accanto ha preferito tacere prima di passare per razzista o essere accusato di intolleranza religiosa.

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