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Lesbo-corna in vacanza, la signora confessa e Feltri battezza la signora: "Hai goduto? Allora..."

15 Agosto 2018

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Lesbo-corna in vacanza, la signora confessa e Feltri battezza la signora: "Hai goduto? Allora..."

Caro direttore, volevo rivolgerle il mio apprezzamento per la frase "Le virtù femminili stanno nella testa non nelle mutande" con cui ha risposto a una lettrice che su questa rubrica le raccontava delle sue scappatelle con i marines.
Temo che con questa mia lettera attirerò su di me le furie delle "femminazi" odierne, ma da donna consapevole rivendico la mia libertà sessuale e non necessito di "alibi amorosi", sempre per citarla, per avventurarmi godereccia e famelica nei vizietti carnali.
Il passato fine settimana F., il mio amato, mi ha rapito per trascorrere un paio di giorni a casa di una coppia di suoi amici. Arrivati nella campagna francese, siamo stati accolti da Jean e Lucia, lui vitale e dirompente tardo cinquantenne, lei spumeggiante e maliziosa trentacinquenne. I maschi si sono subito messi a parlare di cose maschie - lavoro, calcio, politica - mentre Lucia mi ha mostrato la casa e aiutato a sistemare le nostre cose in stanza. Il suo corpo snello e slanciato svettava su gambe da gazzella; il bel volto delineato da nasino alla francese e da un sorriso spontaneo la rendeva simpatica e intrigante. Lucia indossava una semplice camicia di lino bianca, che lasciava chiaramente intravedere l' assenza del reggiseno e di un seno prorompente. Eppure quei seni solo accennati su di me hanno funzionato da potente afrodisiaco. Lei e Jean mi ricordavano la coppia francese più trasgressiva di tutti i tempi: la giovane Jane Birkin e il maudit Serge Gainsbourg. Dopo un invitante e gustoso aperitif con prelibatezze francesi, tutti e quattro ci siamo salutati e abbiamo raggiunto le nostre rispettive stanze... Il tempo di chiuderci la porta alle spalle e F. mi ha stretto in un appassionato abbraccio che ci ha fatto ruzzolare sul letto, in preda a rinnovata foga sessuale. Ci siamo spogliati frenetici con le bocche e le lingue voraci mentre le mani scendevano sui corpi elettrizzati dall' atmosfera ebbra di erotismo.
Perché non stavamo facendo l' amore da soli: nella mia testa c' era la belle Lucia, rapita anche lei nell' altra stanza dal duetto carnale. Del resto, l' aveva teorizzato bene quel geniaccio di Freud: quando una coppia fa l' amore, sono presenti almeno quattro persone: la coppia in questione e le due persone alle quali stanno pensando. Allergica per natura ai doveri, l' idea di andare in un club di scambisti, dove in qualche modo 'devi' fare sesso, ha sempre smorzato la mia libido. Perché l' organo sessuale essenziale da stimolare è la mente. Mi eccita chi mi scopa il cervello. Il sesso da supermercato - entri, paghi, compri, godi, esci - non m' attizza. La mia perdizione è la casualità dell' incontro, svegliare desideri in chi li teneva sopiti o addirittura, ancora meglio, a chi non sapeva di averli latenti.
Tornando al mio week-end, la sera Jean e Lucia ci hanno portato in un tipico bistrot dove abbiamo stimolato il senso del gusto con un tripudio di ostriche, fruits de mer, coquille Saint Jacques, il tutto doverosamente innaffiato dal re delle bollicine, lo champagne. La tensione erotica si è insinuata prepotente nell' aria e, complice l' afrodisiaca cena, i sensi tutti sprigionavano sensualità e desiderio. Sul finire della cena, mentre i nostri uomini pasteggiavano a Pastis e sigari, Lucia con uno sguardo d' intesa mi ha chiesto di accompagnarla in bagno. Non me lo sono fatta ripetere. Abbiamo percorso il corridoio che ci separava dal bagno con passo rapido e appena girato l' angolo, ci siamo avvinghiate in un bacio disperato, appassionato, infinito.
Senza mai toglierci le mani di dosso, abbiamo raggiunto il bagno, siamo entrate, ci siamo chiuse a chiave e abbiamo rilasciato il desiderio accumulato dal nostro primo incontro. Libere, spregiudicate, femmine in preda all' estasi. Con le mani che indagavano le nostre curve, le bocche umide, i seni protesi, i sessi aperti. Le ho sollevato la camicetta per guardarle i piccoli seni e sentirli tra le mie dita, mi sono chinata su di lei per assaporarli con il gusto del mare ancora in gola e le bollicine nella testa.
Siamo sgattaiolate fuori scompigliate e divertite, sentendoci un po' monelle per aver lasciato i nostri ignari ometti a discernere di calcio. Lucia mi ha detto che era la prima volta che le capitava di sentirsi attratta da una donna. Confesso di aver provato il brivido di essere stata la prima, un po' come i maschi che vanno in brodo di giuggiole per le vergini. Temo di avere il peggio delle donne e il peggio degli uomini. O forse il meglio di entrambi? Tornati a casa, in preda a quella spumeggiante libido, io e Lucia abbiamo versato generose porzioni di Pastis ai nostri amati per sbarazzarci di loro e dedicarci a noi. Stanchi e sbronzi, i nostri due si sono rintanati a letto lasciando me e Lucia sole in giardino. Ci siamo spogliate nude e gettate in piscina.
Abbiamo fatto l' amore sotto il cielo stellato, dimentiche dei nostri "doveri" da fidanzate o peggio da eterosessuali. Non sento alcun senso di colpa, anzi nessun sesso di colpa. L' unica cosa che sento è il prepotente desiderio per lei. Assoluzione o dannazione?

Roberta

Cara Roberta, il suo racconto eccitante merita di essere pubblicato con evidenza. È la dimostrazione che il sesso può essere squallido o addirittura noioso, mentre l' erotismo è irresistibile. Il fatto che lei sia stata attratta da una donna anziché dal solito uomo calciodipendente è la prova che i nostri desideri non sono ingessati in uno stereotipo. Ciascuno ha le proprie fantasie sconfinate e talvolta le coltiva, in altre circostanze riesce a realizzarle cosicché si accorge di non essere limitato dal proprio genere.
Non mi sembra che lei abbia fatto una trasgressione condannabile: semplicemente ha strappato alla vita ciò che da essa si aspettava.
E dove è il problema? Noi umani a volte seguiamo gli impulsi della razionalità impostati dall' educazione e trascuriamo quelli dell' istinto di cui ci ha dotato la natura, e sbagliamo. Ma il cervello, che controlliamo tramite la cultura, spesso ci inganna e ubbidirgli è un errore, ci rende infelici. Se invece diamo retta ai comandi provenienti dall' inconscio e dall' intimo, forse usciamo dal conformismo ed entriamo in una dimensione tale da appagarci completamente. Esitare, o frenarsi, provoca frustrazione, mentre essere se stessi fottendosene dei pregiudizi è liberatorio. Cara Roberta, la tua narrazione è convincente, e la sincerità che la caratterizza è addirittura encomiabile. A me gli uomini fanno ribrezzo, preferisco (alcune) femmine che mi fanno girare la testa. Ma l' omosessualità, definitiva o temporanea, non mi scandalizza.
L' importante è godere, con chi è secondario.

di Vittorio Feltri

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