Silvio Berlusconi andrà sabato mattina alla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone per il terzo giorno di affidamento in prova ai servizi sociali così da avere libero venerdì e chiudere a Milano la campagna elettorale per le Europee e le amministrative di domenica. «Torno in quell’oasi di pace dove sono adorato dalle mie vecchiette e magari farmi dare una camera e restare lì a lungo», ha detto oggi durante la trasmissione Omnibus. Nel frattempo continua a rilasciare interviste in tv. Questa mattina è stata la volta de La7 dalla quale il Cavaliere ha parlato a 360 gradi: dallo spread alla sua caduta, da Grillo a Renzi, da Scajola a Napolitano e Gheddafi fino un ritratto inedito di se stesso. «Cossiga mi sconsigliò in maniera determinatissima, dicendo non entrare in politica perchè ti manca quel minimo di cattiveria che in politica è necessario. Aveva ragione lui». Poi ha escluso che i suoi figli entrino in politica: «Un padre liberale pensa che ai figli va concesso tutto tranne che suicidarsi». «I leader - ha detto - li sceglie la gente». Quindi ha sottolineato che la rifondazione del centrodestra è un folle progetto cui mi sto dedicando, da lunedì lo farò a tempo pieno». Spread - «Lo spread è una bufala», ha detto Berlusconi spiegando che «una volta si facevano le guerre con gli eserciti adesso con la deriva finanziaria», ha aggiunto. «Non mi preoccupo», ha proseguito il Cav riferendosi all’attuale valore, anche perchè «avevamo 550 di spread e avevamo tutti i conti in ordine». La caduta - «Dopo il discorso del 24 aprile 2009 a Onna i sondaggi che mi riguardavano andarono al 75,3% e questo provocò terrore in certe parti. Nell’opposizione si riunirono e dissero, questo non ce lo togliamo più dalle scatole e cominciò il delendum Berlusconi», ha spiegato il leader azzurro a Omnibus aggiungendo: «E si arrivò al colpo di Stato nel 2011. L’apprezzamento verso il mio governo era così alto che ritennero che bisognava fare di tutto per evitare che continuassimo anche vincendo le future elezioni. Da lì partì la manovra fallita nel 2010, che continuò con una tempesta perfetta» fino al «colpo di Stato» dell’11 novembre 2011. «Io ho le prove di tante cose», ha detto Berlusconi ed ha annunciato «con la nuova legislatura chiederemo una commissione d’inchiesta anche al Parlamento europeo». Governo - «Il governo Renzi è largamente inadeguato alla situazione. Quando qualcuno li ha chiamati dilettanti allo sbaraglio ho convenuto con questa frase», ha poi tuonato facendo una previsione: «Questa legislatura non andrà avanti fino al 2018». «Penso che noi dobbiamo guardare all’ipotesi di anticipazione immediata delle elezioni con molta attenzione». Poi ha aggiunto: «Per come va l’economia, passata dallo sviluppo con i miei governi alla recessione, cerdeo che questo porterà fra un anno, massimo un anno e mezzo, a elezioni, sempre che non avvengano fatti traumatici» con la vittoria di Grillo. «Non ho detto di essere disposto ad allearmi con Renzi. Vedremo. È inutile ipotizzare situazioni». Ribadisce che la sinistra è sempre la stessa: «Di spese e di tasse» e poi dice che Matteo Renzi è riuscito «a fare un’operazione di prestigio. Con 100mila voti di partenza per diventare sindaco di Firenze, poi è riuscito abilmente a prendere il potere nella segreteria del suo partito e si è autocatapultato a palazzo Chigi dove aveva pubblicamente dichiarato che non sarebbe mai andato se non passando attraverso regolari elezioni. Agli elettori», ha poi aggiunto, «dico: imparate a votare. Dal ’48 ad oggi ancora non siamo capaci di farlo per la governabilità». Quanto a Grillo Berlusconi ritiene che «specula sulla disperazione» di molti italiani. Napolitano - Riguardo a Giorgio Napolitano, Berlusconi motiva il suo sì alla conferma al Quirinale così: «Pensavamo che fosse una cosa provvisoria per un breve periodo di tempo, coloro che sarebbero stai votati al suo posto sarebbero stati pessimi Presidenti della Repubblica e nemici contro di noi, non avevamo le prove che ci fossero state azioni che hanno determinato la caduta nel nostro governo». Poi il leader di Forza Italia rilancia il presidenzialismo e dice di aver parlato chiaro a Matteo Renzi: «Ho buttato il cuore oltre l’ostacolo e ho parlato chiaro a Renzi. Basta a capi di Stato scelti da 4 o 5 segretari di partito» nel chiuso delle stanze «quasi sempre di notte. È arrivato il momento di conceder agli italiani il diritto di essere loro a scegliersi il presidente della Repubblica con il loro voto». Se la situazione «non precipiterà come immagino non precipiti, avremo modo di fare questa importante modifica della Costituzione». Scajola - «Non potevo immaginare nulla di questo, bisognerà vedere quali carte sono, se sono veramente segrete, spero che non lo siano», ha detto Berlusconi a proposito dell’archivio segreto attribuito a Claudio Scajola. E riguardo a Biagi: «Rimasi addoloratissimo quando successe l’uccisione di Biagi. Scajola si dimise -ricorda l’ex premier- anche senza che noi lo chiedessimo. Adesso Scajola è da molto tempo fuori dal nostro partito». Berlusconi definisce quindi «positiva e giusta» la decisione di non candidarlo alle elezioni europee a cui «teneva molto e ha fatto insistenti pressioni per essere inserito. Io non l’ho fatto». Ed ancora sulla vicenda agli onori delle cronache, per il coinvolgimento dell’ex ministro dell’Interno, «queste cose fanno male», ha aggiunto, «perchè ad orologeria» in campagna elettorale. «Spero non concorrano all’atteggiamento negativo che 24 milioni di italiani hanno» nei confronti della politica. Gheddafi - Infine Berlusconi ha parlato di Gheddafi: «Ormai era addomesticato. Aveva trasformato quella che era diventata la giornata della vendetta contro l’Italia in giornata dell’amicizia e fermava tutti gli africani che volevano venire da noi, ma è stato fatto fuori».



