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Il caso

La ministra Carrozza professoressa grazie all'Università per corrispondenza

Da docente non assunta a rettore dell'ateneo nel giro di pochi mesi

31 Maggio 2013

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Il ministro Carrozza

Il ministro Carrozza

Lo stratagemma utilizzato da Maria Chiara Carrozza per salire in cattedra, lo aveva scoperto Italia Oggi nel 2011. Non era l’unica docente a essersi trovata in difficoltà, dopo aver conseguito brillantemente un dottorato e aver svolto un’intensa attività didattica, in patria e all’estero. Per la cronaca, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è di ottimi natali, in quanto figlia di Antonio Carrozza, già ordinario di Diritto agrario a Pisa e padre anche di Paolo Carrozza, già ordinario di Diritto costituzionale a Pisa e attualmente docente della stessa materia alla Scuola S. Anna di Pisa. Infine, la professoressa Carrozza si è sposata con Umberto Carpi, già ordinario di letteratura italiana a Pisa e poi preside presso la facoltà di Lettere della stessa città, oltre che due volte senatore prima con Rifondazione Comunista, poi con i Ds, e sottosegretario all’Industria nei governi Prodi e D’Alema.

Eppure, benché professoressa associata alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, nel 2006 la Carrozza si era trovata di fronte a un bivio. Come tanti altri doveva superare il concorso per ottenere l’idoneità. E nessuno lo bandiva. O rimaneva precaria a vita oppure imboccava la scorciatoia che conduce all’Università Telematica Marconi. «Presentai domanda perché vidi il bando in Gazzetta Ufficiale», spiegava in un’intervista a CampusPro, precisando che «mi interessava l’idoneità a professore ordinario: alla Marconi non sarei andata». È chiaro perché aveva preferito proprio quell’ateneo, famoso per reclutare docenti nelle proprie facoltà, salvo poi dimenticarsi di assumerli. Avevano superato in due il concorso di Bioingegneria industriale. L’altro vincitore era poi approdato al Politecnico di Milano. Alla Marconi, del resto, per lasciare a casa i neo-docenti, basta far trascorrere 60 giorni senza chiamarli. In alternativa si può dichiarare che sebbene idonei, i candidati non soddisfano a pieno le esigenze della facoltà. 

Così, per un difetto di memoria o di calcolo, si sfornano decine di ordinari e associati, i quali poi, entrati in possesso dell’agognato titolo, si rivolgono ad altre università, dove finalmente e misteriosamente trovano un posto fisso. Nel caso della Carrozza, responsabile del Forum del Pd per l’Università, è andata anche meglio. Dal primo novembre 2007, cioè poco più di un anno dopo aver vinto il concorso all’Università online, viene nominata rettore della Scuola Superiore Sant’Anna. Curiosamente, prima non sapeva come superare l’impasse nella carriera, poi era stata catapultata in cima all’empireo. Nel suo curriculum, tralascia il passaggio alla Marconi. Salvo ammettere un po’ a denti stretti a Panorama: «Sono stata chiamata al Sant’Anna con una procedura interna basata su tre lettere di valutazione di studiosi stranieri. I verbali sono pubblici». Ovviamente non rende note nemmeno le sue ascendenze e parentele varie, dalle quali si evidenzia anche un percorso accademico più familiare. 

E nonostante tutto le sembrava anche di dover riformare radicalmente il sistema, come dichiarava al mensile Le Scienze, nel 2010. Se mai fosse diventata ministro, avrebbe varato «di sicuro una riforma per il reclutamento di docenti e ricercatori che si basi sul concetto di responsabilità» e «abolirei tantissime regole inutili che ci appesantiscono e aumentano invece di diminuire». Per avere la certezza che sono sempre quelli bravi ad andare avanti.

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    01 Giugno 2013 - 14:02

    Si, io sono entrato nella scuola di mio nipote quando faceva ancora le elementari e sai cosa ho visto ? Che per una classe di circa venti alunni c'erano ben quattro insegnanti, tra quella di sostegno, quella di xxx, quella di yyy (le x e le y stanno ad indicare il nulla) e la principale. Ai miei tempi, classi di almeno trenta alunni, c'era un solo maestro/a e siamo usciti molto meno asini di quelli odierni che alle medie fanno ancora errori di grammatica, ma forse è inutile sperare di convincerti perché probabilmente sarai uno/a dei tanti statali in sovrannumero della scuola.

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  • Liboveramente

    01 Giugno 2013 - 11:11

    PREMESSO CHE sono contrario a questo inciucione istituzionale...ma voi siete nel torto marcio, che ne sapete voi di scuola? Siete mai entrati nelle aule dei vostri figli? Quello che chiamate "carrozzone" è il FUTURO del paese e ha già dato con 8 mld di €, e 150.000 posti di lavoro il suo tributo alla crisi generata dalle evasioni fiscali di liberi professionisti e speculatori finanziari incapaci di vincere un concorso pubblico e percio' "liberi" di dire queste fandonie. La scuola va riformata, ma non sulle vostre premesse che denotano una scarsissima conoscenza della scuola e che trasformano delle chiacchiere italiote da bar in opinioni.

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  • fonty

    fonty

    31 Maggio 2013 - 22:10

    Sarà per questi alti trascorsi che si è messa in testa di far entrare altre migliaia di insegnati nel carrozzone ? Poi chi paga tutta questa pletora di statali, i soliti sfigati di lavoratori dipendenti ed artigiani già oberati da tasse "creative" che i governi tassaioli si sono inventate.

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