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Travaglio, altri insulti a Battista e Ostellino

Travaglio, Battista e Ostellino

La "colpa" dei due editorialisti del Corriere della Sera? Provare a ragionare sui processi del Cavaliere

Andrea Tempestini
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Qualche giorno fa, Pierluigi Battista del Corriere della Sera, aveva risposto agli attacchi pressoché quotidiani di Marco Travaglio. Per una volta - e aveva sottolineato per una soltanto - ha preso carta e penna per rispondere agli insulti del vicedirettore del Fatto Quotidiano, "uno che non dà lezioni, semmai uno che mena col manganello". Marco Manetta non ha digerito l'affronto. Così, nell'editoriale sul Fatto di domenica 9 maggio, passa al contrattacco e spolvera altri insulti. Per Battista, ovvio, ma già che c'era anche per Piero Ostellino, altro editorialista del Corsera. Insultati perché cercano di ragionare sui processi di Silvio Berlusconi. Gara ciclistica - Il titolo del velenoso commento è "Il Giro di Arcore", un pezzo in cui Travaglio paragona a una competizione ciclistica la gara tra Battista e Ostellino per "leccare" le terga del Cavaliere. "In lizza ci sono le migliori lingue di Via Solferino, che si contendono la maglia azzurra in una corsa senza esclusioni di colpi. L'ambito trofeo - scrive l'incarnazione dell'italico giustizialismo - pareva ormai appannaggio di Pigi Battista", perché si era permesso di contestare le requisitorie dei pm nel caso Ruby (non sia mai...). "Ma ecco - continua Travaglio - alla prima discesa, rimontare dalle retrovie un passsista d'eccezione: Piero Ostellino". Il giornalista ha scritto due pezzi "in un sol giorno". Uno, in cui critica il regime fiscale italiano che spreme i soliti noti, viene definito dal vicedirettore del Fatto "la solita difesa degli evasori italiani". Ma tutta l'attenzione di Marco Manetta è per il secondo articolo, dedicato alle motivazioni della sentenza di condanna in appello per Paolo e Silvio Berlusconi nel caso Unipol, la famosa intercettazione tra Fassino e Consorte. La tesi di Ostellino - Parlando del caso Unipol, Ostellino scrive che "pur di condannare Berlusconi si arriva a un'accusa ideologica". Un'affermazione irricevibile per Marco Travaglio, secondo il quale il Cav deve essere condannato, sempre e comunque. La penna del Corsera si chiede poi perché le toghe abbiano scritto quella "sentenza surreale", che secondo Ostellino è degna "dell'Inquisizione" e basata su una "accusa ideologica" che "si concreta nei confronti di chiunque riveli le balle di chi le conta più grosse". Dubbi, pareri, opinioni. A cui Travaglio risponde così: "Lui non sa nulla dei processi di cui scrive". Leccare le terga - Ma il piatto forte deve ancora arrivare. Questi insulti sono soltanto l'antipasto della saparata più eclatante, che arriva in calce alla quotidiana razione d'odio che viene pubblicata in prima pagina del Fatto. Ostellino sta "insidiando la vittoria a Battista nel Giro di Arcore che si disputa nei corridoi di via Solferino. E' il rush finale, siamo in dirittura d'arrivo. Dài Pigi, forza piero, un ultimo sforzo, srotolate il vostro muscolo più sviluppato verso il traguardo! Pare proprio di vederle, le superlingue protese sul filo di lana. Ci vorrà il fotofinish", conclude Travaglio, secondo il quale il solo tentativo di voler ragionare sui processi del Cav è semplicemente un modo per "srotolare il muscolo", la lingua, per leccare le terga di Silvio.

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