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Kyenge: "Da quando sono ministro solo insulti, e una volta ho subito violenza"

Cécile Kyenge

Il ministro per l'integrazione si sfoga: "Da quando sono in Italia solo razzismo contro di me, gli immigrati poi delinquono perchè trattati come animali"

Ignazio Stagno
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"Violenza e insulti contro di me". E' questo il bilancio che fa Cecile Kyenge della sua, ancora breve, esperienza da ministro. "Quando sono diventata ministro non mi sarei aspettata questa serie di insulti e violenza contro di me, sarebbe stato impensabile per chiunque. Una tale violenza va al di là della mia immaginazione", afferma la Kyenge, in un'intervista fiume a Radio Capital. La Kyenge si sfoga e attacca: "In questo contesto è uscito un problema sommerso, la difficoltà di alcune persone di accettare il cambiamento. E' una brutta violenza che esce ma questo ci mette di fronte a un problema da affrontare, il razzismo sommerso". Immigrati trattati come animali -  Secondo il ministro gli immigrati delinquono perché trattati come animali."Un crimine è sempre un crimine e va condannato, ma si deve anche capire il disagio da dove proviene, capire le cause perchè questo poi permette di fare buone leggi che mettano l'individuo al centro. Se gli immigrati vengono trattati come animali dipende dalle condizioni, dal luogo. E non penso solo ai migranti, ma anche agli italiani, alle nuove povertà che nascono. I deboli in questo Paese vengono trattati male. La maggior parte delle persone non vengono considerate come tali. E' un concetto che deve cambiare perchè la nostra Costituzione dice che si devono rimuovere gli ostacoli per i più deboli". Ho subito violenze - E parlando di reati, la Kyenge racconta anche quella volta che subì una violenza: "L'unica volta che ho denunciato qualcuno è stato perché mi aveva messo le mani addosso, ma non ho fatto in tempo a ottenere giustizia perché la persona denunciata nel frattempo è morta. Da quando sono arrivata in Italia ho subito tanto razzismo - ha aggiunto - ma con una risposta violenta non si arriva da nessuna parte. La miglior risposta è la non contrapposizione e il mostrare un modello di comportamento positivo". Infine per andare sul sicuro e assecondare la retorica antirazzista, la Kyenge cita per la centesima volta Martin Luther King: "Lui sognava che i nostri figli potessero essere considerati proprio per la competenza e la professionalità. Non per il colore della pelle". In Italia tutto ciò già avviene. Lei è un ministro di colore. Non per la sua etnia, ma per le sue presunte capacità. (I.S)

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