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Decadenza, l'Annunziata difende Berlusconi: "Non va espulso dal Senato"

Alfano e Annunziata

In un editoriale, la direttrice dell'Huffingtonpost si mette dalla parate del Cav: "Scusate se lo dico, ma non si tratta così un grande leader politico"

Ignazio Stagno
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Lucia Annunziata sta con Silvio Berlusconi: "Un leader politico come lui non può essere umilitao in questo modo". La difesa d'ufficio arriva proprio da chi meno te lo aspetti. E l'Annunziata lo sa. Così nel suo editoriale sull'Huffingtonpost pro-Silvio dal titolo "Non infierirò su Silvio Berlusconi. Perché non sono una fascista", L'Annunziata esordisce mettendo le mani avanti: "So che molti di voi, forse la maggior parte, non sarà d'accordo con quello che sto per scrivere, ma tant'è". Poi inizia la difesa di Silvio: "Il fascista più fascista di tutti è a mio parere quella pulsione interiore che ci fa infierire sui nemici vinti. Credo di non avere bisogno di patenti per dimostrare da che parte sono stata in questi venti anni, ma davanti alla conclusione giudiziaria e politica di questo periodo non mi metterò fra chi affonda la lama dell'insulto, della soddisfazione, e ancor meno della volgarità, contro Silvio Berlusconi. Non trarrò piacere dalla condanna di nessuno". "Non va espulso dal Parlamento" - Ma al netto della condanna in Cassazione, la difesa dell'Annunziata è sul fronte politico e soprattutto sul fronte decadenza dopo il voto favorevole della Giunta per le elezioni: "Non mi sento nemmeno gratificata dal fatto che un leader politico che ho sempre considerato nemico della nostra democrazia - per i suoi conflitti di interesse e per il modo con cui ha trasformato la politica immettendovi il peso del denaro - abbia fatto questa fine politica in un modo così infamante. La giustizia ha trionfato ma quando un leader politico fa questo tipo di fine non sta bene l'intero paese". "Non sono fascista" - Poi il direttore dell'Huffingtonpost esce allo scoperto e sottolinea come sia sbagliato far fuori il Cav dal Parlamento: "Non infierirò sul destino di Berlusconi invece proprio perché non sono per nulla ottimista. Perché - ripeto - un paese i cui leader politici fanno questa fine (condannati per frode ed espulsi dai ranghi del senato) non è un paese che sta bene, comunque. Perché penso che il potere avuto da Silvio Berlusconi è un sintomo di qualcosa di sbagliato di cui tutti, cittadini e non solo politici, abbiamo una corresponsabilità - ed è guardare davvero dentro di noi e dentro questo periodo la via per uscire davvero da venti anni di Guerra civile fredda". Infine la confessione: "Ma soprattutto non infierirò su Silvio Berlusconi, perché non sono un maramaldo, non amo i bulli, non mi piacciono le feste sul corpo degli altri. Non sono una fascista, insomma". Peccato che per vent'anni l'Annunziata abbia "sparato" sul Cav spesso solo con le pallottole del pregiudizio, politico e personale...            

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