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Carola Rackete, arriva il film in onore della Capitana che speronò la Finanza

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Cristina Agostini
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È dai tempi di Babbo Natale alla conquista Marte che la critica cinematografica mondiale non registrava l'uscita di un film tanto irritante. La colpa è dell'ormai onnipresente Carola, capitana di vascello Ong con un passato da ricercatrice in mezzo all'artico e un probabilissimo futuro in politica da militante ambientalista. Come arcinoto, a rendere famosa la ragazza di Preetz non sono state le sue campagne ecologiste, ma le imprese nel Mediterraneo, organizzate per traghettare clandestini dalle acque libiche a quelle italiane, con tanto di inseguimenti mozzafiato e scontri con navi militari. Una bella trama, insomma, tanto che qualcuno ha scelto di dedicare alla vicenda una pellicola in stile Michael Moore: una via di mezzo tra un documentario e un film di pirati. Con molto spazio alla fantasia. Capita infatti che a bordo della nave della Rackete si trovassero anche due sconosciuti giornalisti-registi (Jonas Schreijäg e Nadia Kailouli) che hanno filmato tutti gli eventi: l' avvistamento al largo della Libia di 53 migranti, la sfida alle autorità italiane e i racconti degli africani salpati da Tripoli per arrivare nella ricca Europa. E infine, ovviamente, gli arresti e gli insulti da parte dei cittadini di Lampedusa all'equipaggio al momento dello sbarco. OFFENSIVA MEDIATICA - Il tutto è stato raccolto in un'opera che è stata chiamata "Sea-Watch 3" e che verrà proiettata per la prima volta in Italia il 2 novembre in occasione dell' apertura del Festival dei Popoli di Firenze, alla presenza dei due autori. Un altro piccolo passo verso la completa santificazione di Carola, dopo l' ormai celebra discorso al Parlamento di Bruxelles. Per chi se lo fosse perso, la tedesca ha approfittato dell' invito delle istituzioni Ue per riversare una caterva di insulti sugli eurodeputati, accusati di non averla aiutata nella sua missione. Leggi anche: La rabbia e l'orgoglio contro "il governo dei perdenti". Salvini: "Siamo 200mila, aiutatemi a mandarli a casa" «Quel che è successo è stato vergognoso», ha tuonato, «io sono stata attaccata, mi sono ritrovata da sola». E gli onorevoli in questione, tutti contenti, si sono pure messi ad applaudire. I rappresentanti della sinistra europea sono arrivati a ringraziare per questa ennesima provocazione, studiata per cercare il massimo risalto mediatico possibile. IN POLITICA - Come dicevamo, infatti, la capitana dopo i fatti di Lampedusa ha fatto capire a tutti qual è la sua aspirazione, ovvero occuparsi di politica e ecologia. Le sue avventure le hanno assicurato la necessaria celebrità, anche se la sua resta una figura assolutamente controversa. Per rendersene conto basta raccontare quanto successo nei giorni scorsi in Grecia. La Sea Watch ha recentemente deciso di lasciare il Canale di Sicilia e di avventurarsi verso la Turchia, dove tutti si aspettano un picco di partenze a causa dello scontro con i curdi. All' arrivo in porto a Lesbo, la nave della Ong è stata presa a sassate dagli abitanti dell' isola. di Lorenzo Mottola

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