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Paolo Mieli e l'Ilva, il dramma politico del M5s: "Questi poveretti arrivano al 2%"

Giulio Bucchi
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Anche Paolo Mieli è costretto a ridere in faccia al Movimento 5 Stelle. Il disastro sull'Ilva ha messo in evidenza tutte le contraddizioni di Luigi Di Maio e dei grillini, alle prese con le proprie promesse elettorali, ripetute per anni e inattuabili, e le le esigenze di tenuta di governo con alleati con cui hanno poco o nulla a che spartire. Leggi anche: "Il momento peggiore, Di Maio non ha più la leadership nel M5s" "Quei poveretti - spiega l'ex direttore del Corriere della Sera a Otto e mezzo - hanno davanti il Presidente della Regione Puglia che vuole chiudere l'ex Ilva. Devono poter riprendere da una cosa identitaria. Nel governo serve un programma minimo, dove ognuno salva un punto di identità". "Non possiamo - sottolinea ironicamente - suggerire a questi poveretti di dire sì a tutte le ragioni degli altri, se no arriveranno al 2%". Di sicuro, conclude Mieli, "l'alleanza del M5s con Pd e Italia Viva si sta rivelando peggiore di quella con la Lega, sarebbe stato meglio andare al voto".

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