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Manifesto choc del Pd, la rabbia leghista: "Insultano Salvini per aver citato i figli, poi si riducono così"

Caterina Spinelli
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Il Pd del Lazio porge le sue scuse. Dopo lo scivolone con un manifesto raffigurante un bambino migrante che riportava la scritta: "Anche io voglio ballare al Papeete" (in chiara polemica contro Matteo Salvini e dl Sicurezza ndr), ecco che arriva la replica. "Questo post, realizzato da un giovane collaboratore dei social del Pd della Provincia di Roma e rilanciato dai social del Pd Lazio, nelle intenzioni, voleva rivendicare il diritto dei bambini africani a vivere la propria vita in ogni sua sfaccettatura, anche la più leggera e scanzonata. Cosa che faceva l'ex Ministro Salvini mentre teneva gli immigrati dietro a delle reti o sui ponti di navi sotto il sole a 40 gradi" hanno scritto su Twitter, mettendo una toppa ancor più imbarazzante del buco.  Leggi anche: Salvini, il professore dell'Università pubblica un manifesto con insulti choc Ecco ancora: "Se abbiamo, come abbiamo, ferito delle sensibilità chiediamo scusa. Ci è chiaro che la scala dei diritti di tutti gli esseri umani parte dal diritto di vivere, bere, mangiare, studiare, lavorare, poter scegliere di avere una famiglia e dei figli e che l'ultima esigenza è divertirsi". Ma la polemica non si è placata visto che il Pd pecca di coerenza: "Prima attaccano Salvini per aver citato i suoi figli nell'intervento sul caso Gregoretti, poi strumentalizzano la foto di un minore per le loro battaglie politiche - inveisce Laura Corrotti, consigliera della Lega in Regione Lazio -. Non credo che in questo caso un dietrofront possa bastare a salvarsi dalla figuraccia. Come sempre - conclude - il Pd predica bene e razzola male, con una propaganda sempre più al ribasso". E come darle torto.   

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