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Ferrara sulla decadenza: "Berlusconi responsabile della sua fine, si doveva dimettere prima"

Il direttore del Foglio rimprovera il Cav: "Se avesse lasciato Palazzo Madama ad agosto, avrebbe evitato la pubblica gogna"

Roberto Procaccini
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Solo Berlusconi poteva salvare se stesso dalla gogna e "dalla lama di gomma del boia". Cala il sipario sulla decadenza del Cav, l'esecuzione di Silvio a opera di "un plotone di populisti, sinistri e opportunisti scrocconi", e Giuliano Ferrara rivolge l'ultimo rimprovero all'ormai ex senatore. Se due secoli dopo la rivoluzione francese, sostiene il direttore del Foglio, in Europa un altro re è "ghigliottinato dal tribunale del popolo", il principale responsabile è il Cavaliere stesso. Meglio era, secondo l'Elefantino, dimettersi da Palazzo Madama ad agosto e condurre, da leader extraparlamentare, la sfida politica.  Il rimbrotto - A fregare il Cav è stato il suo animo battagliero, scrive Ferrara. "Il drammaturgo del teatro della crudeltà e della caduta è stato Berlusconi in persona - sostiene sul Foglio -. Si fosse dimesso a metà agosto dicendo che la sentenza era ingiusta, perfino grottesca, ma le conseguenze amministrative andavano tirate secondo la legge, che aveva pronta una soluzione credibile per la nuova candidatura del centrodestra", le cose sarebbero andate diversamente. "Avesse scelto questa linea di resistenza operosa - continua -, la messinscena della decapitazione non ci sarebbe stata". Ma non è andata così: Silvio "ha scelto per sé la parte del soprano grasso che canta l'ultima aria prima del sipario - osserva l'Elefantino -. Così la notizia è ancora una volta la ruina di Berlusconi".

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