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Michele Serra balla sul corpo di Sgarbi: "Cacciato dal Parlamento troppo tardi. Un mostro, maleducato patologico"

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La cacciata di Vittorio Sgarbi dall'aula della Camera offre a Michele Serra l'occasione per vomitare insulti e fiele sul corpo del deputato di centrodestra, trascinato via di peso dai commessi. Una scena, spiega l'editorialista di Repubblica e autore di Fabio Fazio, che "mette tristezza. Non perché sia stato sbagliato cacciarlo: è stato sacrosanto e tardivo (e siamo felici che a decidere l'espulsione sia stata Mara Carfagna, rara incarnazione di una destra liberale e gentile). Ma perché Sgarbi è un mostro costruito dal cinismo (ben più mostruoso di lui) dei nostri anni".

 

 

 

E giù contumelie: Serra parla di "maleducazione patologica, imbarazzante narcisismo, aggressività insopportabile", "incentivati e premiati da sponsor politici convinti che l'arroganza e il disprezzo degli altri fossero manifestazioni di libertà". Così, conclude Serra dalla cattedra, "un ragazzo intelligente e colto è diventato un fenomeno da baraccone, e addirittura un vice-leader politico, solamente perché la nostra epoca, della cultura e dell'intelligenza, non sa che farsene". Siamo quasi alla rehab, la clinica di riabilitazione: "In questa bolla nefasta Sgarbi ha potuto diventare Sgarbi, senza che nessuno lo aiutasse, e gli volesse bene quel tanto che bastava per dirgli: smettila, ti rendi ridicolo, meriti di meglio". Fortuna ce c'è Serra a ricordaglielo. Sarà troppo tardi?

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