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Sabino Cassese attacca Giuseppe Conte: "Gli applausi in Parlamento dovuti alle condizioni sul Recovery Fund?"

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Sabino Cassese parla della gestione interna di Next Generation Ue e su chi dovrebbe gestire gli aiuti. "Lo strumento dipende dalla funzione. Se si vogliono concentrare le risorse su investimenti pubblici, dalla sanità ,alle infrastrutture, come sarebbe auspicabile, lo strumento migliore sarebbe un organismo simile a quello introdotto da De Gasperi nel 1950, la Cassa per il Mezzogiorno, naturalmente estesa su tutto il territorio nazionale. Avrebbe compiti aggiuntivi a quelli ordinari, un regime speciale, la possibilità di valersi di un manipolo ristretto di tecnici". E l'incapacità della pubblica amministrazione italiana di gestire Next Generation è reale? "Metà della responsabilità dell'incapacità è del Parlamento, incominciamo a dire che il Parlamento si dovrebbe limitare a indirizzare con una legge sola, breve, chiara, con stanziamenti allocati in modo che si possano spendere nei tempi fissati. L'altra metà della responsabilità è di quella che chiamiamo burocrazia. Se si sperimenta un organismo nuovo, con personale tecnico selezionato bene, i tempi brevi che ci siamo imposti possono esser rispettati".

 

 

Infine Cassese, intervistato dal Messaggero, analizza il fatto che sarà l'Europa che fisserà delle condizionalità ed effettuerà dei controlli sulle spese. "Noi abbiamo cooperato a stabilire fini, mezzi e condizioni: gli applausi al Presidente Conte non erano dovuti per quel che ha fatto a Bruxelles? E non è stato lì che si sono fissate le linee di azione e di controllo? A stabilirlo abbiamo cooperato tutti compresi noi italiani, come si fa in ogni condominio. E l'Unione Europea è un grande condominio, di cui ci valiamo, ma che condiziona, come è giusto che sia", conclude il professore.

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