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Bruno Vespa come Alberto Zangrillo: "Coronavirus, non si può vivere in emergenza permanente"

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"Non possiamo stare fermi per paura". Le parole di Bruno Vespa sul coronavirus suonano un po' come quelle di Alberto Znagrillo. Entrambi, il conduttore di Porta a Porta e il primario di terapia intensiva all'ospedale San Raffaele di Milano, sono convinti che il Covid-19 "circola, ma ha perso d'intensità". Queste le parole di Vespa che sulle colonne del Giorno verga un avvertimento agli italiani. "L'aumento quotidiano di contagi - anche se inferiore a quello dei principali paesi europei - dimostra che troppa gente non rispetta le regole di base e va sanzionata sul serio", premette il giornalista che subito precisa: "Ma questo non giustifica limitazioni generalizzate".

Vespa non ha alcuna intenzione di difendere le menzogne di Giuseppe Conte che, nonostante il "no" del Comitato tecnico scientifico, ha bloccato tutto il Paese. "Il pasticcio combinato all'inizio di marzo quando il Cts suggeriva una chiusura parziale dell'Italia e il governo prima tardò, poi decise per il blocco totale, lo ha indotto a garantire - prosegue - di non ripetere a nessun costo il lockdown totale: il costo sarebbe insopportabile".

 

 

Con il virus per Vespa "dobbiamo imparare a conviverci. Il virus circola, ma ha perso d'intensità: non si spiegherebbe diversamente perché nessuno finisce più in terapia intensiva. Rispetto rigoroso delle regole, ripeto, ma non si può vivere in una emergenza psicologica permanente". 

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