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Nicola Porro su Pasquale Tridico, cosa diceva tre mesi fa: "Lo strapaghiamo per essere schiavi dell'Inps"

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“A giugno da Mario Giordano dicevo che siamo schiavi dell’Inps. Oggi scopriamo che noi restiamo schiavi mentre Pasquale Tridico si alza lo stipendio”. Nicola Porro ha commentato la vicenda del presidente dell’Inps, il cui aumento di stipendio da 62mila a 150mila euro previsto da un decreto firmato in agosto dai ministri Gualtieri e Catalfo ha indignato l’opinione pubblica. Ma soprattutto ha scatenato una bufera politica, con Luigi Di Maio che ufficialmente chiede trasparenza e prende le distanze, dimenticando però di aver avallato la decisione dell’aumento, quando era vicepremier e ministro del Lavoro. Così come, stando a quanto riportato da Repubblica, appare ingiustificato l’atteggiamento di Giuseppe Conte, che dice di non saperne nulla. “Mentre Tridico rimpingua le sue tasche - ha attaccato Porro - volete sapere come tratta noi e l’Inps? Ogni mille euro dei nostri stipendi, 333 finiscono all’Inter diretto dal manager pupillo dei grillini. Ne parlavo qualche mese fa, a Fuori dal Coro. Trecentotrentatré euro? Ma neanche un condominio gli si affiderebbe, a uno come Tridico. E pensare che non possiamo nemmeno rifiutarci di versargli il tributo: saremmo evasori fiscali. In pratica - ha concluso Porro - strapaghiamo un dirigente pubblico affinché l’ente di cui è al vertice, pian piano, ci spenni…”. 

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