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Vittorio Feltri e Nicola Porro nel mirino del leader islamico Piccardo: ecco perché dovrebbero tacere

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Accade che il premier turco, Erdogan, tuoni contro la Francia. E accade che qualche terrorista sembri aver quasi tratto ispirazione da quanto detto da Erdogan: pochi giorni dopo, la strage in cattedrale a Nizza e gli attacchi in Francia. E così, in una normale dialettica democratica, c'è chi Erdogan lo attacca, lo critica, anche con toni aspri. E c'è chi eccepisce a queste critiche parlando di "propaganda anti turca" e compilando le liste di "colpevoli". Si tratta di Davide Piccardo, leader della comunità islamica milanese, il quale parla di "turcofobia della stampa italiana". E come detto, fa i nomi di quelli che 'non vanno bene', ossia Vittorio Feltri, Fiamma Nirenstein, Nicola Porro e Giulia Belardelli, definiti "gli alfieri della propaganda anti turca di matrice isalmofoba". Persone che insomma andrebbero fermate per contrastare "questo flusso incontrollato di antipatica disinformazione".

 

Parole, inaccettabili, che trovano diritto di cittadinanza su La Luce, quotidiano online che organizza sit-in contro le offese a Maometto delle "massime istituzioni francesi", che è un po' la teoria di Erdogan. Nel dettaglio, Feltri viene attaccato per aver paragonato il premier turco a Osama Bin Laden, chiedendo che "venga imbrigliato affinché la smetta di ammazzare gente in Europa, specialmente in Francia negli ultimi giorni". Opinione forte, come sempre, quella del direttore. Opinione che spinge Piccardo a chiedere che Feltri venga messo a tacere. Idem la Nirenstein, secondo cui Erdogan "è il migliore punto di riferimento del mondo terrorismo", pur se "non possiamo accusarlo di terrorismo in modo diretto". Infine Porro, additato per aver ospitato sul suo sito personale l'opinione di Francesco Giubilei, il quale affermava: "Impossibile non pensare a un nesso tra l'attentato di Nizza e la copertina di Charlie Hebdo", quella che attaccava Erdogan e l'Islam. Troppo, per Piccardo. Secondo il leader islamico è giusto far tacere chi dice la sua.

 

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