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Nicola Porro sul video di Beppe Grillo: "Il dettaglio complottista che vi è sfuggito, a chi era rivolto"

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"C’è un dettaglio del video di Beppe Grillo che nessuno ha notato. Non era facile, in fondo, distinguere razionalità e follia, l’esplicito e il sottinteso, in una piazzata social politicamente ma anche giudiziariamente suicida. Mi riferisco, in particolare, al passaggio in cui l’Elevato sbraita: 'Arrestate anche me!'.". Così scrive sul suo blog Nicola Porro, a proposito del video di Beppe Grillo in difesa del figlio sotto accusa per stupro.

 

 

 

 

"È come se il garante M5s evocasse un complotto: colpite mio figlio, ma il vero bersaglio sono io. Ma a quale mandate si riferisce? La sua figura, in fondo, è ingombrante per i tanti che aspirerebbero alla scalata interna. Giuseppe Conte, ad esempio. Ma anche Luigi Di Maio, che coltiva ambizioni alternative a quelle dell’avvocato del popolo. E poi c’è la faida tra i parlamentari e Davide Casaleggio, sulla quale Grillo ha stentato a prendere una posizione, provando a salvare capra e cavoli. Oppure Beppe pensa a spintarelle esterne?", spiega Porro intravedendo dietro il messaggio video dell'ex comico un messaggio anche a quelli che fomentano le lotte interne nel Movimento.

 

 

 

"L’unica certezza, è il doppiopesismo: quando le inchieste piovono sui nemici, la sentenza è già scritta. “Vaffanculo”, no? Quando, invece, la scure giudiziaria si abbatte su di lui, il fondatore del Movimento cambia registro. Bisogna essere garantisti, anzi, è in atto una non meglio precisata trama per spodestarlo", precisa ancora Porro evidenziando così l'ipocrisia di Grillo. L'ex comico aveva difeso il figlio dicendo che, "non c'è stato alcuno stupro". Il figlio Ciro è accusato di violenza sessuale insieme ad altri suoi tre amici genovesi nei confronti di una ragazza italo-svedese conosciuta in Sardegna a Porto Cervo nell'estate del 2019. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha preso posizione pubblicando un video sui social e appellandosi al fatto che il figlio e gli amici non sono stati arrestati nell'immediato. "Perché non lo avete fatto?", si chiede per poi rispondersi: "Perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c'è stato alcuno stupro. Una persona che viene stuprata la mattina, al pomeriggio va in kitesurf e dopo otto giorni fa la denuncia... Vi è sembrato strano. Bene, è strano".

 

 

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