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Paolo Becchi, rottura M5S Rousseau, il professore: "Ecco cosa farà Davide Casaleggio". Indiscrezione clamorosa. È la fine del MoVimento?

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Definitiva la rottura tra Movimento 5 Stelle e la piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio. I pentastellati hanno liquidato Rousseau con un breve post condiviso sui social: "Le scelte del'associazione Rousseau dell'ultimo anno evidenziano la volontà di quest'ultima di svolgere parte attiva e diretta nell'attività politica. Questa volontà è incompatibile con una gestione 'neutrale' degli strumenti che devono servire ad attuare la democrazia diretta del Movimento". Presto è intervenuto il professor Paolo Becchi, che il Movimento lo conosce bene. Su Twitter Becchi ha commentato: "Chi aspettava il certificato di morte del M5S ora lo ha. Conte ha davanti solo un cumulo di macerie. Otto-nove milioni di voti sono di nuovo sul mercato della politica".

 

 

Fioccano ora le ipotesi riguardo ai prossimi passi di Davide Casaleggio. Secondo il professore di Genova: "Il M5S senza Rousseau non è più il Movimento 5 Stelle". "Ma Rousseau -sottolinea Becchi- "non ha intenzione di farsi da parte e il figlio di Casaleggio, con l'aiuto di Di Battista, può pensare a una rifondazione". Alessandro Di Battista non è infatti mai uscito completamente di scena, e questa potrebbe essere l'occasione perfetta per rientrare prepotentemente in scena e fare un clamoroso sgambetto a Giuseppe Conte. Dopo la questione Grillo e le dichiarazioni della sottosegretaria Anna Macina che hanno portato mezzo parlamento a chiedere le sue dimissioni, il futuro del M5S sembra tutt'altro che roseo. 

 

 

Davide Casaleggio aveva già fatto trapelare le sue intenzioni politiche con la pubblicazione del manifesto ControVento e le affermazioni dello scorso 12 aprile, anniversario della scomparsa del padre Gianroberto. Il suo ingresso in politica lontano dai pentastellati prende ora sempre più forma e potrebbe lasciare Giuseppe Conte con un pugno di mosche. Notevoli anche i copiosi commenti negativi nei confronti del M5S sotto il loro stesso post: "La democrazia diretta e partecipata è iniziata con la nomina dall'alto di un capo politico che riscriverà autonomamente regole e statuto, andiamo bene" scrive qualcuno. E ancora: "Mai più avrete il mio voto. Il virus della poltrona vi ha contagiato tutti". La lista di critiche è ancora lunga...

 

 

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