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Ferrara asfalta Elly Schlein, nera profezia: "Cosa accadrà in 4 anni"

Giuliano Ferrara

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Sono "tempi grami" per Giuliano Ferrara. La sua "impressione", come scrive nel suo editoriale su Il Foglio, è che "il Primo maggio i sindacati e la sinistra d’opposizione abbiano combinato un pasticcio ideologico mescolando X Factor e accuse inverosimili a un governo occidentale schierato con l’Ucraina, definito 'piazzista di morte', mentre il decreto sul lavoro abbassava le tasse e incrementava le buste paga".  

 

 

Questa "strategia dei diritti è canterina e si sposa con il nullismo su guerra e politica estera", mentre "il governo mette in prosa il senso comune, l’ordinario delle cose da fare per toglierci il più possibile dagli impicci, magari con un’enfasi che può non piacere". Ma questa "opposizione non offre alternative di programma e idee sul futuro prossimo, non produce politica nel senso che è abituale da un paio di secoli", prosegue il giornalista, "si smaterializza ed evapora in un discorso bandistico, sventola bandiere e segnacoli in vessillo, lascia tutto il campo del pratico, del pragmatico e del logico al governo". 

Insomma, sottolinea Ferrara, "Ambra non basta, ci vorrebbe Elly". Se il governo fa la sua parte, "ci vorrebbe un’opposizione di alternativa capace di fare la sua, di parte". 

 

 

"Dicono che bisogna capire il fenomeno Elly, che i sondaggi la premiano, che quella storia dell’armocromista è una genialata d’immagine, ma è pure ininfluente in una esternazione a Vogue piena di idee e di valori carichi di efficacia politica. Può darsi". Forse però, osserva ancora, "ci vorrebbe qualcosa di più solido dei valori e delle idee, una piattaforma convincente di rivendicazioni sindacali non demagogiche e una proposta riformatrice in Parlamento, per evitare a chi ha ancora una qualche fiducia nella politica ordinaria di biascicare per quattro anni quant’è abile Meloni". 

E forse, conclude Ferrara, "è un chiedere troppo. I tempi non sono ancora maturi per rispondere a una politica professionale di governo con una politica professionale di opposizione". 

 

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