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Pd, che figuraccia: "La verità su quel prof!", si inventano uno scandalo

Claudia Osmetti
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Ma quale scandalo, quale polemica: «Questo, semmai, è il classico caso di chi cerca la pagliuzza negli occhi degli altri e non si accorge della trave che c’è nei suoi». È uno pacato, Carlo Doria. Uno che non si fa prendere dalle discussioni, che non alza la voce e non cede alla diatriba fine a se stessa. Però è anche l’assessore regionale alla Sanità della Sardegna (in quota al Partito sardo d’azione, alleato storico della Lega) che, negli ultimi giorni, è stato travolto da una serie di accuse sollevate, prima in Consiglio regionale e poi sui giornali, dal Pd locale. Breve sunto, sennò non ci si capisce: Giuseppe Meloni, presidente dei dem sardi, durante una seduta in Regione, la settimana scorsa, annuncia la rivelazione di un “fatto scottante” (mettiamola così). Tira fuori una delibera del 31 luglio firmata dal direttore generale dell’Aou, l’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari, nella quale si legge che Doria è stato nominato direttore del dipartimento di Scienze motorie, neurologiche e riabilitative e spiega, Meloni, che tutto questo significa che l’assessore «appena concluderà il mandato in giunta avrà un posto migliore, sempre all’interno dell’università di Sassari».

Un “fatto scottante” che non ha nulla né del fatto né dello scottante, si premura di far notare Doria (perché «sono stato nominato di diritto», ma tra poco ci arriviamo): epperò apriti cielo. Articoli, commenti, grida sdegnate contro il centrodestra. La realtà è un po’ differente. Tanto per cominciare Doria non ne fa mistero e poi aggiunge, lui che di fatto è professore ordinario di Malattie dell’apparato locomotore nell’ateneo di Sassari ed è in aspettativa per ragioni politiche: «In Sardegna sono stati adottati lo scorso anno i nuovi atti delle aziende sanitarie e ospedaliere e io, come direttore della Clinica Ortopedica, sono stato nominato, d’intesa col rettore, direttore di uno dei cinque dipartimenti a guida universitaria (in tutto sono dieci). Le nomine universitarie avvengono sulla base dei titoli accademici e professionali ed essendo io l’unico professore ordinario del mio dipartimento (esiste un associato di neurologia) sono stato nominato di diritto». Punto. Nessun impedimento, nessun conflitto, addirittura nessun concorso (come invece è stato inteso ci sia stato): niente di niente.

La stessa università di Sassari, manco a dirlo, conferma papale papale la versione di Doria. Ma sui social si moltiplicano i post e internet è quel luogo nel quale, alla fine, viene a galla tutto. Pure il trascorso. «Ricordo appena due episodi», continua Doria, «uno del 2018 quando il direttore generale dell’Assessorato regionale alla Sanità (allora giunta Pd: ndr) partecipò e vinse un concorso per primario nella Asl di Cagliari durante il suo mandato in assessorato; e la seconda nel 2009 quando l’allora sindaco di Sassari (Gianfranco Ganau, Pd: ndr) vinse un altro concorso per un posto di direttore della Struttura complessa del 118 nella stessa Asl di Sassari, dove peraltro l’Asl ha come organi di verifica e programmazione proprio la Conferenza socio-sanitaria nella quale ci sono i sindaci del territorio fra cui lui, mettendosi poi in aspettativa il giorno dopo la presa di servizio per mandato politico. Io non ho mai utilizzato queste situazioni per colpire nessuno. Non sono illegali, ma le reputo inopportune. Però il recente attacco alla mia persona, anche alla luce di quanto successo in passato, con una certa parte politica che predica bene e razzola male, sa tanto di un innalzamento di un clima pre-elettorale che nulla ha a che vedere con la verità di certe situazioni».

 

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