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Abruzzo, Enrico Mentana stronca la sinistra: "Altro che manganelli e matite..."

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"Il rischio è che la Sardegna sia stato un caso particolare, qui la politica ha giocato molto. Altro che manganelli e matite...": Enrico Mentana ha commentato così i primi risultati delle regionali in Abruzzo durante la maratona di ieri sera dedicata proprio al voto, che ha visto trionfare il candidato di centrodestra, il governatore uscente Marco Marsilio, contro l'economista Luciano D'Amico, appoggiato dal centrosinistra. Il riferimento del direttore del TgLa7 è alle parole di Alessandra Todde, neo presidente della Sardegna, dopo la vittoria nella regione. 

"La Sardegna ai manganelli ha risposto con le matite", aveva detto la candidata del centrosinistra nella sua prima conferenza stampa da governatrice, riferendosi agli scontri tra manifestanti pro Palestina e forze dell'ordine a Pisa. "Ho fatto l’università a Pisa – aveva detto la leader 5Stelle -. Ho un legame forte con quella città. Vedere le cariche della polizia mi ha indignata. Quando durante la campagna elettorale dicevo che dalla Sardegna doveva venire un messaggio di resistenza, la parola ’resistenza’ non era usata a caso. La utilizzavo per dire che contro l’autoritarismo di marca fascista che vediamo rinascere serve un’opposizione netta. Domenica, con il voto, i sardi hanno mostrato di aver capito".

 

 

 

In realtà, come ha fatto notare Mentana, quello della Sardegna, alla luce dei risultati in Abruzzo, sembra essere stato un caso particolare. Il cosiddetto "campo largo" tanto esaltato da Pd e M5s, che già avevano parlato di vento cambiato a favore della sinistra, non ha retto l'ondata del centrodestra e del suo candidato. 

Enrico Mentana, l'analisi sul voto in Abruzzo: qui il video

 

 

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