Italo Bocchino spiana De Giovanni: "Volgare, pavido, senza attributi"

martedì 15 luglio 2025
Italo Bocchino spiana De Giovanni: "Volgare, pavido, senza attributi"

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Italo Bocchino risponde agli insulti di Maurizio De Giovanni. Lo scrittore napoletano lo aveva preso di mira per alcune frasi da lui pronunciate al Festival "Il libro possibile" a Polignano a Mare. Qui Bocchino aveva attaccato "la politica della Schlein", ossia "ballare al Gay Pride e inaugurare il murale dedicato a Michela Murgia. Ma chi se ne frega del murale della Murgia. E chi se ne frega della Murgia". Frasi che hanno scatenato il livore di De Giovanni, che sui social ha scritto: "Lavati la bocca, prima di nominare Michela. Lavatela col liquido giusto. Ignorante, ottuso, piccolo uomo".  "Sono stupito, amareggiato e offeso perché De Giovanni ha fatto un commento volgare e pavido - risponde il direttore editoriale del Secolo d'Italia -. Non ha avuto neanche il coraggio di mettere il nome. Tipico delle persone senza attributi".

Le sue parole sulla Murgia, infatti, non erano una critica: "Non ho fatto nessuna critica a lei pur ritenendola distinta e distante anni luce dal mio modello valoriale, né mi sono permesso di attaccarla. Ho spiegato che la sinistra si è posta fuori dalla storia e anziché difendere i più deboli ha una leader, Elly Schlein, che si dà come obiettivo quello di ballare sul carro del Gay Pride e che ha trasformato l’inaugurazione di un murale dedicato alla Murgia a Roma in un caso politico. In altre parole ho criticato la scelta della Schlein e l’uso strumentale che fa lei della Murgia".

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Intervistato dal Tempo, Bocchino spiega che la serata a Polignano era iniziata con le proteste dei pro-Pal. "Sono stato accolto da una trentina di ProPal che volevano impedirmi di parlare. Avevano un cartello con su scritto 'Meloni colpevole di genocidio'. Ho cercato di spiegar loro che era completamente sbagliato. C’è questa violenza continua nei nostri confronti per cui la nostra libertà di espressione del pensiero deve essere limitata solo perché siamo di destra. E se vai a toccare la Murgia, Saviano o un altro mostro sacro si scatena tutto questo". E dietro a tutto questo ci sarebbe "la trasformazione della sinistra. Il Pd ha rinunciato a essere un partito di popolo per farsi trainare dalla borghesia intellettuale dei Di Giovanni di turno, dalla parte dei privilegiati e dei ricchi".